Il Tirreno

Insegnante all'isola d'Elba grazie alla Mad e a... Napoleone

di Luca Centini
Studenti entrano al Foresi di Portoferraio
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Studenti entrano al Foresi di Portoferraio

La storia del professor D’Ambruoso, dalla Puglia al Foresi di Portoferraio con il sistema della “messa a disposizione”

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PORTOFERRAIO. Dalla Puglia a Portoferraio per lavorare e coltivare la passione dell’insegnamento. Un rapporto nato per caso, grazie a un vecchio film su Napoleone - Waterloo con Rod Steiger - e a un’autocandidatura mandata via mail. O più precisamente, a una Mad (messa a disposizione) che tantissimi insegnanti di tutta Italia inviano alle scuole per essere assunti con contratti a tempo determinato, sfuggendo così alla disoccupazione.
Non è certo una storia ordinaria, quella che ha portato sull’isola d’Elba Francesco D’Ambruoso, giovane insegnante di italiano e storia al liceo delle scienze umane Foresi. Ventisei anni, laureato nel febbraio del 2015.

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Di Conversano, in provincia di Bari. Nel mese di settembre 2015, Francesco ha percorso 730 chilometri per arrivare fino a Piombino e si è imbarcato sul traghetto che, di fatto, gli ha cambiato la vita. In meglio, a sentire il docente che, infatti, l’anno successivo è tornato sull’isola strappando un’altra cattedra fino al 30 giugno. «In Puglia non c’è posto per gli insegnanti – racconta Francesco – considera che quest’anno non vi erano cattedre disponibili neanche per i docenti abilitati e inseriti in seconda fascia. Per questo, una volta laureato, ho capito che avrei dovuto muovermi, pensavo al Nord Italia, non credevo che avrei avuto una possibilità in Toscana».
La storia del giovane professore pugliese, per quanto non ordinaria, non è rara in un luogo “disagiato” come l’isola d’Elba. Sono diversi, infatti, i docenti fuori dalle graduatorie, provenenti da tutte le regioni e in particolare dal sud che hanno raggiunto in questi anni Portoferraio per colmare le cattedre annuali ancora scoperte, perché non reclamate dagli insegnanti inseriti in graduatoria. Giovani docenti in arrivo dalle altre province della Toscana, ma anche da regioni come Puglia e Basilicata.

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Gli insegnanti MAD.
Gli insegnanti assunti con la Mad (messa a disposizione) sono quelli che, ad oggi, non sono ancora inseriti nelle graduatorie d’istituto (di seconda e terza fascia) che dovrebbero essere aggiornate il prossimo anno. Dovrebbero, appunto, perché il governo Renzi ha intenzione di non inserire nuovi nominativi nelle liste di terza fascia.
L’unica strada per diventare insegnanti sarebbe quella di iscriversi ai Tfa a numero chiuso (tirocini formativi attivi), ma dei quali non si sa ancora se e quando uscirà il nuovo bando. Così i giovani freschi di laurea come Francesco, per non rimanere a piedi in questi anni, hanno percorso la strada delle autocandidature e hanno inviato alle scuole di tutta Italia le Mad.

«Nel 2015 avrò mandato un migliaio di mail, almeno quest’anno ho fatto prima avendo già tutti gli indirizzi – scherza il giovane docente – non avrei mai pensato alla Toscana. Poi ho avuto un’illuminazione mentre guardavo il film Waterloo con Rod Steiger. Perché non all’Elba? Il primo anno ho insegnato italiano, latino e greco al classico, mi sono trovato benissimo e mi è piaciuto insegnare a ragazzi che, nel caso della quinta, avevano solo sei anni più di me. Ora attendo l’uscita del Tfa per poter conseguire l’abilitazione».

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700 chilometri per lavorare. Il professor D’Ambruoso, come molti suoi colleghi, ha cercato nel 2015 una casa in affitto a Portoferraio che ha dovuto lasciare alla fine dell’anno scolastico. «Non ero certo se avrei trovato nuovamente posto all’Elba – racconta – ma ci speravo, ho persino rifiutato alcune proposte di lavoro per tornare a Portoferraio. Ci sono stati alcuni ritardi nelle nomine dei docenti, non certo per colpa della scuola, e solo a ottobre ho avuto la buona notizia. Ho ottenuto la cattedra a Salita Napoleone e mi sono stabilito di nuovo sull’isola».

Certo la scelta dell’Elba, per Francesco, ha imposto necessariamente un taglio con la sua vita pugliese. «Sì, in effetti il cambio di vita è stato importante, ma per lavorare non avevo altre scelte. E alla precarietà mi ci sono dovuto abituare in fretta – racconta – qua mi sono trovato bene. E in fondo l’atmosfera all’Elba non è troppo diversa da quella che respiro a casa mia. Tanto che, quando potrò, chiederò di essere inserito nelle graduatorie in provincia di Livorno. Vivere da queste parti non è male per niente».

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