Italia
Gli ex licei di nuovo in vendita
Come per il camping Sant’Albinia, Il Comune prepara un bando per sondare l’interesse all’acquisto
PIOMBINO. Nell’andamento altalenante delle intenzioni di cui è lastricato il destino degli ex licei, si innesta un nuovo tentativo di vendita.
L’assessore alle Finanze, Ilvio Camberini, fa sapere che gli uffici stanno procedendo a una nuova stima dell'edificio sulla base dei prezzi di mercato. L’obiettivo è quello di pubblicare a breve, forse tra un paio di mesi, un bando che evidenzi la cosiddetta manifestazione di interesse. Esattamente come è già stato fatto per il camping Sant’Albinia.
In sostanza, si tratta di una sorta di sondaggio per capire se ci sono soggetti disponibili ad acquistare il bene, e con quali idee, naturalmente vincolate alle previsioni urbanistiche che parlano di residenziale, ricettivo e commerciale.
Seguirà un bando pubblico vero e proprio, aperto a tutti. Anche a chi non ha aderito all'indagine preliminare.
Nell’agosto del 2015 il Comune annunciò una mezza marcia indietro sulla vendita. Tre aste pubbliche e una trattativa privata andate deserte e il prezzo falcidiato: questi due elementi indussero il sindaco, Massimo Giuliani, a bloccare il nuovo bando. E ad aprire una riflessione sulla possibilità di tenere la struttura tentando la strada dei fondi regionali ed europei da cui ricavare le risorse da investire nella ristrutturazione.
Un percorso non facile, sostenuto, però, dalla convinzione, espressa chiaramente in quell’occasione da Giuliani, di non voler svendere questa quota del patrimonio pubblico. Tra l'altro, in una posizione invidiabile.
Ad oggi si va verso questo atto di indirizzo che porterà alla vendita ad un prezzo d’asta ulteriormente tagliato. Va ricordato che nelle poste di bilancio e nel piano delle alienazioni la cessione è sempre stata prevista.
Il ricavato della transazione servirà alla sistemazione della sottostante piazza dei Grani.
Il primo tentativo di cedere l'immobile è datato 2009. All'epoca la cifra fu stabilita in tre milioni e mezzo e si prevedeva una destinazione d'uso esclusivamente di tipo residenziale. Per incentivare i privati, il Comune allargò le maglie. I bandi successivi avevano esteso la gamma al settore turistico-ricettivo e a quello commerciale. Contemporaneamente calò il prezzo. All'ultima asta era sceso a due milioni e 274mila euro. Ma ogni volta non si è presentato nessuno.
Per imboccare la via dei finanziamenti pubblici che scongiurerebbero la vendita consentendo il risanamento, sono attivabili almeno due tipi di bandi tra quelli finalizzati al recupero delle aree degradate.
Il primo è gestito dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e l'altro, è gestito in parte dalla Regione, nell'ambito del Programma operativo regionale (Por) crescita e occupazione (CreO) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020.
Della vendita degli ex licei si è parlato anche nel Piu (Progetto di innovazione urbana) centrato sulla cultura come strumento di coesione sociale. Piombino, tra i candidati insieme ad altri 41 Comuni toscani, investirebbe le risorse provenienti dall'alienazione come contributo necessario per ottenere oltre 8 milioni. Ma non c’è certezza sull’arrivo delle risorse. (v.p.)
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