Un pasticcio con la toppa peggio del buco
Che si trattasse di un pasticcio lo si capì subito. Un pasticcio dovuto a superficialità – nessuno tra chi aveva il compito di fare i controlli si accorse di quel palazzo che...
Che si trattasse di un pasticcio lo si capì subito. Un pasticcio dovuto a superficialità – nessuno tra chi aveva il compito di fare i controlli si accorse di quel palazzo che cresceva (oltre il consentito) andando a oscurare il panorama – e sottovalutazione, perché non si intese che anche per i piombinesi godere di un panorama era diventato un valore, così che quella specie di sollevazione popolare colse il governo locale di sorpresa. La vicenda finì senza colpevoli, l’assessore Luciano Francardi rischiò di essere dimissionato ma poi fu salvato dal Pd e dal sindaco Gianni Anselmi.
Patetici furono i tentativi di rimediare al pasticcio, e la toppa risultò peggio del buco. Qualcuno pensò di far abbattere un piano alla ditta Giorgi per riconquistare una striscia di panorama, poi si capì che il costruttore non ne aveva alcuna intenzione (oltre a non esserne obbligato). Allora Francardi provò a far pressione perché almeno le voluminose torrette fossero realizzate in vetro. Il tentativo andò a vuoto, anche perché sull’onda della protesta popolare, mentre trattava, la giunta aveva già deciso per una mossa muscolare, fissando una sanzione di 100mila euro nei confronti del costruttore, che oggi il Tar ha cancellato.
Infine, per salvare il salvabile, l’assessore all’urbanistica annunciò il progetto di un parco di 5 ettari nelle pendici collinari a monte dell’insediamento, «che consentirà - affermò Francardi - di rendere fruibili e godibili alla cittadinanza aree ben più pregiate e ampie di quelle circoscritte allo “slargo” lungo via della Pace». Sembrava una certezza, tre anni e mezzo dopo resta un’ipotesi di cui nessuno sa più alcunché. Del resto per fare il parco sarebbe servito un accordo proprio con Giorgi, uno dei proprietari dell’area, con cui invece il Comune aveva già ingaggiato una battaglia da cui esce con le ossa rotte.
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