Il Tirreno

«Sulla gestione dei profughi è la Prefettura che decide»

«Sulla gestione dei profughi è la Prefettura che decide»

Il sindacato di polizia Cgil denuncia focolai di tensione per i numeri eccessivi e il sindaco chiarisce come funziona l’accoglienza dei richiedenti asilo

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PIOMBINO. «Troppo profughi, situazione insostenibile» questa la denuncia del sindacato di polizia Cgil. In argomento interviene il sindaco di Piombino: «Esiste un Comitato sulla sicurezza promosso e coordinato dalla Prefettura – spiega Massimo Giuliani – un tavolo di partecipazione dove tutti i sindaci della provincia, ad eccezione di quelli dell’Elba, si sono dimostrati disponibili ad accogliere i profughi, in un’ottica di assunzione di responsabilità nei confronti di un problema collettivo. Qui abbiamo chiesto che l’accoglienza fosse spalmata più equamente su tutti i territori, isole comprese. Il modo in cui avviene però lo smistamento dei richiedenti asilo non coinvolge i Comuni ma si basa sulla disponibilità che viene offerta da privati e associazioni dei territori».

A Piombino ad esempio, ci sono quattro centri di accoglienza: il podere Le Guinzane gestito dalla società “Xenia ospitalità Riotorto” che ospita 25 persone, il podere Le Pianacce gestito dalla cooperativa “Azione sociale” di Palermo con altre 20 persone, “La caravella” a Riotorto-Torre Mozza con 200 persone gestito dalla Croce rossa e, sempre con la Croce rossa, l’ex scuola elementare di Franciana che ospita altre 50 persone. Inoltre c'è un gruppo in appartamento con 5 minori seguito da Asl e cooperativa Cuore. La Prefettura, quando necessario, pubblica dei bandi per assegnazione e gestione centri. Possono partecipare soggetti pubblici e imprese che dichiarino di avere i requisiti. Ai gestori delle strutture lo Stato assegna 35 euro per ogni profugo, mentre ai profughi non viene dato niente (è il ministero ad erogare le quote e non i Comuni).

«Quando si apre un centro accoglienza nuovo – dice Giuliani – ai Comuni non arriva nessuna comunicazione preventiva da parte della Prefettura. Vengono avvertiti solo dopo, quando scatta il provvedimento per l’accoglienza perché a quel punto la Asl deve verificare le condizioni del centro, deve programmare le prestazioni sanitarie, gli screening ecc. I centri accoglienza a Piombino sono tutti lontano dal centro abitato e questo rende più gestibile la situazione, anche in termini di tensioni. Importanti poi le politiche di inclusione che stiamo mettendo in atto, come altri Comuni del nostro territorio. I richiedenti asilo saranno coinvolti anche a Piombino in attività di pubblica utilità. In particolare potranno collaborare in modo volontario alla manutenzione ordinaria delle aree a verde pubblico e spazzamento delle strade. Un’iniziativa che mira a costruire percorsi di accoglienza ed integrazione in attesa della definizione della domanda di riconoscimento della protezione internazionale, tramite una convenzione con la Croce rossa».

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