Gioco
La storia di Federica: «Mi sveglio alle 3,45 per insegnare»
La giornata della professoressa Guidi, pendolare di Vicarello in forza al Cerboni: «Sono fortunata»
PORTOFERRAIO. Si sveglia cinque volte alla settimana alle 3,45 per prendere il treno per Piombino e il traghetto per Portoferraio. E, finita la sua giornata di lavoro, se ne torna a Vicarello, dove vive con la famiglia.
Eppure Federica Guidi, giovane insegnante, si sente una «miracolata», perché insegnare la propria materia per 18 ore alla settimana «è una fortuna, un’occasione da non lasciarsi sfuggire».
L’entusiasmo è il carburante di cui Federica, docente di diritto alla scuola Cerboni di Portoferraio, non può certo fare a meno. Del resto la tabella di marcia di una sua giornata lavorativa tipo non lascia neanche un minimo spazio per potersi lamentare. Insegnante di diritto, Federica ha potuto scegliere solo tra due scuole elbane (il Foresi e il Cerboni) per poter insegnare la sua materia e firmare un contratto a tempo determinato, ricalcando le orme della madre, anche lei insegnante per anni all’isola d’Elba. Certo coniugare la carriera da insegnante sull’isola con la vita privata, famiglia con due figli di 2 e 7 anni e una casa a Vicarello, tra Pisa e Livorno, non è una passeggiata.
«Non è semplice – racconta l’insegnante del Cerboni – ogni mattina metto la sveglia alle 3,45, mi preparo per essere in macchina intorno alle 4,20. Arrivo alla stazione di Livorno giusto in tempo per prendere il treno delle 5 e per non mancare la coincidenza sul porto di Piombino con la nave delle 6,30». I collegamenti, sia su ferro sia via mare, sono uno strazio per la giovane insegnante.
«Il vero problema è quello – racconta – in inverno c’è poca scelta e i buchi di orario sono troppi. Pensa che anche entrando a scuola alle 9 sono costretta a imbarcarmi alle 6,30 da Piombino. Per il ritorno è anche peggio: l’aliscafo non parte sempre e il traghetto c’è alle 12,45 o alle 14,05. E quando mi è capitato di dover essere presente ai consigli di classe nel pomeriggio, sono riuscita a prendere il traghetto alle 17 e ad essere dai miei figli alle 20».
Una faticaccia, dunque, che tuttavia Federica cerca di portare a termine con il sorriso sulle labbra. «Quando rientro a casa nel pomeriggio sono stanca e non è semplice correre dietro ai miei figli – racconta – ma faccio questo per loro, il lavoro è importante e riprenderei l’incarico a Portoferraio anche domani. Poi, a scuola c’è un ottimo ambiente, ho stretto amicizia con i colleghi, molti dei quali sono pendolari». Federica è una di quegli insegnanti che ogni anno attendono le convocazioni del provveditorato per capire dove presteranno servizio. «Se resterò all’Elba anche il prossimo anno? Non lo so – spiega – dovrei poter contare su un punteggio migliore rispetto a quello attuale, per questo spero di potermi avvicinare un po’ a casa. Staremo a vedere».
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