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Il Tar: nessuna sanzione per le palazzine ai Pozzetti
Per gli abusi il Comune aveva inflitto una multa da 100mila euro alla Giorgi edilizia Gli edifici sono più alti del previsto, ma secondo i giudici una sanatoria era possibile
PIOMBINO. Le palazzine ai Pozzetti, sotto lo slargo di via della Pace, erano sì un po’ più alte del previsto (almeno due su tre), ma il Comune negando “l’accertamento in conformità”, una sorta di sanatoria per casi in cui la difformità rientra in parametri di «ragionevolezza», ha sbagliato, e di conseguenza è da annullare anche la sanzione da oltre 100mila euro irrogata nei confronti della Giorgi edilizia.
Così recita in sintesi la sentenza emessa dalla terza sezione del Tar toscano, a cui si era rivolto proprio la Giorgi edilizia con l’avvocato fiorentino Mario Pilade Chiti, opponendosi al provvedimento di sospensione dei lavori e alla relativa sanzione con varie motivazioni di ordine giuridico.
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Nella vicenda che aveva provocato una protesta diffusa in città per quei palazzi la cui altezza ora oscura completamente la vista del panorama, il Tar ha dunque valutato dopo una verifica tecnica la sussistenza dell’abuso (la ditta Giorgi aveva spiegato che le variazioni erano state imposte dalla presenza di un banco roccioso, per i giudici nel caso sarebbe stata necessaria la richiesta di una variante), ma ha giudicato come un errore del Comune – rappresentato in giudizio dall’avvocato Renzo Grassi – il no all’”accertamento di conformità”.
I giudici del Tar toscano parlano infatti di una motivazione da parte del Comune «doppiamente errata».
Tutto ciò perché secondo il Tar il Comune in primo luogo «si riferisce alla disciplina del piano regolatore generale assumendo apoditticamente (cioè non ammettendo dubbi ndr) che quella del piano di lottizzazione non potesse discostarsi da essa, senza considerare l’autonoma efficacia dello strumento attuativo nella disciplina degli interventi edilizi realizzabili nella zona».
«In secondo luogo (e conseguentemente) – proseguono i giudici del Tar toscano – perché non ha considerato che il piano di lottizzazione demandava al momento del rilascio del permesso edilizio la valutazione dell’ammissibilità di eventuali scostamenti, da operarsi secondo parametri di ragionevolezza inerenti la loro entità e le ragioni che li hanno causati».
Così che «la verifica di conformità delle difformità riscontrate – conclude il Tar – dovrà essere rinnovata sulla base di quanto sopra stabilito».
Le spese di giudizio sono state compensate fra le parti, quelle per la verifica tecnica disposta dal Tar ed eseguita dall’architetto Fancelli sono state liquidate in tremila euro «a carico solidale delle parti».
Da Carla Maestrini, assessora all’urbanistica solo dal gennaio di quest’anno, arriva un brevissimo commento: «Vista la sentenza – dice – ora procederemo alle valutazioni tecniche e politiche per decidere il da farsi».
Che obiettivamente, a questo punto, resta difficile da immaginare. A meno che non si proceda a un tentativo di ricucitura dei rapporti col costruttore, che consenta almeno all’ente pubblico di entrare in possesso di quell’area dove era prevista la realizzazione di un parco, area di cui una parte risulta di proprietà della Giorgi edilizia.
Dopo tre anni e mezzo quindi il Comune potrebbe tentare così di rimediare almeno in parte al danno paesaggistico che all’epoca suscitò le proteste di mezza città.
«Serve un’intesa trasparente, non un inciucio, per trasferire quei volumi sempre e comunque in quell’area», disse a proposito nell’aprile del 2013 l’assessore Luciano Francardi, rispondendo in quarta commissione alle domande di Luigi Coppola (Udc) e Marco Mosci (Idv), spiegando anche che avrebbe «investito i 100mila euro della sanzione in quella porzione di terreno dove nascerà un parco come la città non ha mai avuto».
Solo che i 100mila euro non ci sono più, del progetto per il parco invece le ultime tracce riportano a una bozza di convenzione, «da esaminare per capire come muoverci», secondo quanto dichiarato al Tirreno nell’agosto del 2014 dall’assessora dell’epoca, Martina Pietrelli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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