Sicurezza
AAA professore cercasi... dopo due mesi di scuola
Avviso pubblico dell’Isis Foresi per l’assunzione di quattro insegnanti al Brignetti Le graduatorie non bastano a completare gli organici, l’Elba non attrae i docenti
PORTOFERRAIO. AAA professore cercasi. A un mese e mezzo dal Natale, con le lezioni che sono entrate nel vivo da un pezzo - o almeno dovrebbero esserlo - le scuole elbane sono ancora alla ricerca “disperata” di docenti in grado di completare gli organici e coprire tutte le ore di insegnamento. Dopo aver spulciato tutte le graduatorie provinciali, i dirigenti scolastici le stanno provando tutte.
In queste ore l’Isis Foresi, l’istituto che comprende i licei, l’alberghiero e il professionale, ha pubblicato e diffuso un avviso pubblico per il reclutamento di ben quattro docenti, in altrettante classi di abilitazione diverse, per colmare i vuoti di organico del Brignetti di Concia di Terra. Le domande dovranno pervenire alla scuola entro le 10 del giorno 14 novembre e «contenere – scrivono dal Foresi – ogni dato utile al fine di verificare l’accesso alle classi di concorso indicate. Dovranno essere inviate all’indirizzo di posta elettronica liis00100t@istruzione.it».
Così, a due mesi dalla prima campanella, si spera di poter assumere con un contratto a termine sino al 30 giugno del 2016 un insegnante di matematica, uno di elettronica, uno di fisica e uno per le discipline meccaniche e tecnologia. Insegnamenti per i quali, storicamente, è più complicato reperire docenti. «Per colmare questi vuoti – spiega il dirigente scolastico Enzo Giorgio Fazio – abbiamo fatto ricorso ai docenti già presenti in organico che hanno fatto delle ore in più (il contratto prevede orari fino a 24 ore ndr). Ma non demordiamo e cerchiamo i docenti che restano, perché i nostri ragazzi hanno il diritto di poter contare su organici al completo».
Una caso limite, dunque. Ma non agli occhi degli elbani che, ormai da anni, sono abituati ai disagi dovuti agli organici didattici volatili, a completamenti in corsa e a orari provvisori per quasi tutto l’autunno. Quest’anno la scuola dell’isola ha avuto un inizio più lento del previsto, reso complicato dai tempi dilatati per le nomine dei docenti, dagli orari ridotti a due e tre ore in determinate classi e dalle criticità di gestione, soprattutto nel campo del sostegno.
Elba, ultima scelta. Insegnare all’Elba è, in genere l’ultima scelta per gli insegnanti iscritti nelle graduatorie provinciali, fatta eccezione per i docenti elbani.
L’insularità, le difficoltà nei trasferimenti, il traghetto nei mesi invernali, fino ai costi degli affitti (in genere disponibili solo fino ad aprile) per chi decide di evitare la vita da pendolare. Sono i principali fattori che, di fatto, rendono l’isola poco appetibile. Per gli insegnanti, come per altri tipi di lavoratori, su tutti gli operatori della sanità.
Gli anni del doppio punteggio per chi completava un anno di insegnamento all’Elba sono passati da un pezzo, così il completamento degli organici didattici, dalle elementari fino alle scuole secondarie, è uno strazio. E i numeri rendono bene l’idea del disagio. Il primo giorno di scuola è stato affrontato dalle scuole medie e superiori dell’isola con un handicap, su insegnamenti vari e sostegno, di qualcosa come un’ottantina di cattedre e più di seicento ore suddivise in vari spezzoni orari. Praticamente nullo è stato l’apporto delle immissioni in ruolo dal maxi concorso. Piuttosto l’Elba è stata penalizzata dai movimenti di cattedre dovuti alla mobilità e alle assegnazioni provvisorie, con tanti docenti che - per motivi personali e di comodità di vita - hanno scelto di prestare servizio in altri istituti provinciali.
Il grande aiuto, ancora una volta, è arrivato dai precari. Ad ottobre inoltrato si sono tenute le convocazioni a Livorno, nel corso delle quali sono state distribuite, con la firma di contratti a tempo determinato, decine di cattedre ai docenti inseriti nella prima fascia (ex Gae) e nelle graduatorie di istituto di seconda (docenti con abiltazione) e terza fascia. La distribuzione non è bastata a colmare tutti i vuoti, tanto che i dirigenti scolastici nei giorni successivi hanno sondato nuovamente e completamente le graduatorie, contattando i vari docenti via e-mail. Via via, seppur con fatica, gli insegnanti sono arrivati e gli orari nelle varie classi, sebbene ancora provvisori, hanno assunto una parvenza di normalità.
C’è ancora posto. Le graduatorie sono bastate nelle scuole provinciali. Ma non all’Elba. Gli istituti dell’isola, tra cui il Foresi, hanno “ingaggiato” docenti attingendo anche dalle liste di “messa a disposizione”. Ovvero da quei laureati, non ancora inseriti dalle graduatorie, che da ogni parte d’Italia hanno dato spontaneamente la loro disponibilità ad essere assunti nelle scuole dell’isola. Ad ottobre inoltrato sono arrivati nelle classi dei licei e delle altre scuole giovani professori da regioni come la Puglia e la Basilicata, oltre che dalle varie province della Toscana.
Con l’avviso pubblico pubblicato in queste ore l’Isis Foresi vuole completare l’opera, mettendo a disposizione le ultime cattedre vacanti a coloro che, con una laurea specialistica o vecchio ordinamento, hanno titolo per insegnare.
«Le difficoltà sono evidenti, ma purtroppo sono ricorrenti per una realtà insulare come la nostra e per altre aree disagiate – spiega il preside del Foresi Enzo Giorgio Fazio – gli organici cambiano di anno in anno? C’è poco da fare ed è un peccato. Sono stato giusto questa mattina al liceo delle scienze umane. Lo scorso anno contavamo su un buon numero di ottimi professori che all’inizio di quest’anno hanno lasciato l’isola. Quest’anno sono arrivati altrettanti ottimi insegnanti, sono certo che con un po’ di stabilità potremmo avere un organico eccellente e fare dei nostri licei delle scuole di eccellenza».
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