Gioco
La storia di Ginevra, nata nei giorni del nubifragio
CAMPO NELL’ELBA. Chiara ha ricevuto il risarcimento per i danni prima di tutti i suoi compaesani. Solo due giorni dopo l’alluvione del 7 novembre 2011. Il rimborso pesava 3 chili e 450 grammi già il...
CAMPO NELL’ELBA. Chiara ha ricevuto il risarcimento per i danni prima di tutti i suoi compaesani. Solo due giorni dopo l’alluvione del 7 novembre 2011. Il rimborso pesava 3 chili e 450 grammi già il 9 novembre, si chiama Ginevra e adesso ha assunto le sembianze di una bella bambina di 5 anni. Ginevra, appunto: il primo vero raggio di sole che, nei giorni grigi del disastro del 2011, illuminò e ridette speranza a un paese scosso dalla distruzione e dai danni.
Chiara Batignani non dimenticherà mai quei giorni. Quando, solo per poche ore, sfuggì all’onda di fango che non risparmiò la casa sua e del suo compagno, l’auto nuova di zecca, né le abitazioni dei genitori e del resto della famiglia. Eppure Chiara ha ottenuto dall’alluvione più di quanto ha perso. «Iniziai ad avere i dolori la sera del 6 novembre, entrai in ospedale alle 23,30, mi fecero il tracciato. Intorno all’una fui ricoverata – racconta – a notte fonda il mio compagno andò a Campo per prendere i vestiti e tutto l’occorrente». Ma proprio in quelle ore, all’alba, l’alluvione strinse nella morsa Marina di Campo. «Non ebbi più notizie per ore, provai a chiamare il mio compagno, ma il telefono risultava staccato. Solo la mattina seppi di quanto era accaduto. Mio babbo riuscì, in qualche modo, a raggiungermi solo all’ora di pranzo del 7 novembre. Ero preoccupata, non capivo quanto stava accadendo ma per fortuna il personale dell’ospedale mi coccolò e mi tenne su di morale per quanto fosse possibile».
Due giorni dopo, alle 17,43 di mercoledì 9 novembre, la piccola Ginevra restituì il sorriso alla mamma e al resto della famiglia. «Beh, il mio saldo con l’alluvione è positivo nonostante la macchina perduta e le case danneggiate, per le quali siamo stati rimborsati solo in minima parte – racconta la giovane madre – Ginevra in qualche modo è figlia di quell’alluvione. Le ho spiegato cosa accadde in quei giorni, le ho fatto vedere le fotografie, i ritagli dei giornali. Ma è ancora un po’ piccola, non ha ancora capito fino in fondo quanto accadde a Marina di Campo. Le racconterò tutto nei prossimi anni».
L’alluvione, in qualche modo, è rimasto dentro alla bambina. Anche troppo, scherza Chiara: «Quando è troppo movimentata le dico sempre: ci credo sei agitata, sei nata nei giorni dell’alluvione. Cosa mi sarei dovuta aspettare...».
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