Il Tirreno

«In questa casa c’è ancora odore di fango»

di Luca Centini
«In questa casa c’è ancora odore di fango»

Piero Pertici racconta il 7 novembre 2011 «Durissimo rialzarsi e che tempi per i rimborsi»

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CAMPO NELL’ELBA. Il salotto di casa Pertici è in perfetto ordine. La tv in angolo, la finestra semi aperta, il tavolo in mezzo alla stanza. Libri, dvd e soprammobili appoggiati sul mobile basso attaccato alla parete, il pavimento in cotto ben curato. Una piccola oasi di relax che, esattamente cinque anni prima, era stata violata dal fango e dalla devastazione.

Piero Pertici alle 17 dell’8 novembre 2016 è sorridente e mostra il salotto al piano terreno del suo appartamento in via Marconi, a Marina di Campo. Cinque anni prima ha ancora negli occhi il fiume di fango del giorno precedente, porta gli stivali, tiene una vanga in mano e cerca disperatamente di mettere ordine in un ambiente che di logico non ha più niente. Prova in qualche modo a cacciare fuori dalla stanza i segni dell’alluvione, presenti nel muro schizzato di marrone fino a un metro e mezzo di altezza, sul pavimento impiastrastato dal fango, nel mobile cosparso di oggetti trasformati brutalmente dalla natura in rifiuti.

Oggi la casa di Piero, farmacista e in passato sindaco di Campo nell’Elba, sembra aver chiuso i conti una volta per tutte con l’alluvione. Sembra, appunto.

«In alcuni punti della casa – racconta – si sente ancora l’odore del fango di quel giorno, non va via. Non c’è verso. L’umidità è rimasta anche dentro i fili del telefono e dell’elettricità che continuano a distanza di anni a fare le bizze, avrò chiamato cento volte la Telecom, ormai sono in confidenza con i centralinisti».

L’alluvione non se n’è ancora andata del tutto, nonostante le spese importanti che Pertici ha sostenuto per rifare la casa danneggiata, per rivestire le pareti trattate con materiali anti umidità. «Quasi tutto quello che c’era in questa stanza e nel resto della casa – racconta Pertici – l’ho dovuto gettare nell’immondizia. Vestiti, televisore, soprammobili. Ancora oggi mi capita di pensare a un paio di pantaloni che mi piace e voglio indossare, poi li ricordo trascinati sulla strada dal fango di quei giorni».

A Campo, quando piove, in tanti si precipitano a parcheggiare le automobili in zone sicure, a portare gli oggetti più cari e preziosi ai piani alti delle abitazioni. «Io no – spiega il farmacista di Campo nell’Elba – ok le precauzioni, ma non cedo alla psicosi ogni volta che piove. Lo faccio anche per mio figlio e la mia famiglia, abbiamo il diritto di vivere nella tranquillità. Quello che è accaduto il 7 novembre del 2011 è stato devastante, un caso eccezionale. Sinceramente spero di aver già pagato il mio conto con la natura».

Natura che, quel giorno, non fu clemente con l’ex sindaco di Campo nell’Elba, che oltre alla casa vide pesantemente danneggiata anche la parafarmacia. «Non so, sinceramente, quanto ho speso per riparare ai danni – racconta Pertici – dico solo che finirò di pagare il mutuo acceso con Fidi Toscana ad aprile, dopo cinque anni esatti da quando i soldi del prestito mi sono arrivati».

Solo pochi giorni fa sono stati liquidati gli ultimi contributi per i danni ai beni immobili riconosciuti ai cittadini, vittime dell’alluvione del 7 novembre 2011. Dopo cinque anni dall’evento.

«I contributi coprono sì e no il 10% del danno subito – racconta Piero Pertici – io sono stato pagato solo pochi giorni fa, non so neanche più se devo essere soddisfatto o meno. Quel che è dispiace sono i tempi. Ad Aulla si è verificata un’alluvione simile solo due settimane prima rispetto a Marina di Campo. I cittadini sono stati rimborsati due anni fa, per noi ci sono voluti cinque anni. Non so se è colpa delle istituzioni locali, di certo la differenza di trattamento c’è stata. E si è fatta sentire a Marina di Campo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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