Il Tirreno

indagine dell’università dell’aquila

Tomba della strega di Baratti da S. Cerbone in tv e nei libri

Tomba della strega di Baratti da S. Cerbone in tv e nei libri

BARATTI. In bocca i chiodi ricurvi, a dimostrare che nella terra consacrata di San Cerbone riposa da secoli una strega. A pochi metri l’altra sepoltura “anomala”, una meretrice. Tante le storie...

2 MINUTI DI LETTURA





BARATTI. In bocca i chiodi ricurvi, a dimostrare che nella terra consacrata di San Cerbone riposa da secoli una strega. A pochi metri l’altra sepoltura “anomala”, una meretrice. Tante le storie raccontate dall’indagine archeologica alla cappella di San Cerbone nuovo sull’archeologia funeraria di un insediamento medievale (prima del tutto sconosciuto) dell’Università dell'Aquila. Una notizia a lungo rimbalzata - era il 2011 - anche in tv (servizi della Bbc), su riviste specializzate, romanzi.

Studio condotto sin dal 2006 (per battere l’erosione che minaccia il golfo) da Fabio Redi, cattedra di archeologia medievale dell'Aquila, in collaborazione con Andrea Camilli della Soprintendenza e col finanziamento delle Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno più il contributo dell’Associazione culturale Amici di Populonia.

Inumazioni tra fine del 1200 ad inizio del 1300. La “strega” una donna tra i 20 e i 30 anni in una fossa rettangolare, senza sarcofago. Seppellita con 7 chiodi in bocca, inseriti dopo la morte, e attorno allo scheletro circa 13 chiodi infissi nel terreno, probabilmente utilizzati per inchiodare le vesti. Da ipotizzare un rito non beneaugurante. «Per lei – aveva spiegato l’archeologo Alfonso Forgione a lungo impegnato sullo scavo – si può parlare dei revenant, in francesismo arcaico, quelli che tornano, cosa che andava impedita. Sorta di esorcismo per impedire alla donna di pronunciare sortilegi e di tornare in vita». Poi la “escort” medievale, sepolta a terra insieme a un sacchetto di pelle con, all'interno, 17-18 dadi in osso: sappiamo solo che questo tipo di gioco era vietato alle donne. Ed anche in questo caso il significato è preciso, un segno di condanna. Donne, pur “diverse” ma di famiglie comunque influenti nella comunità tanto da riuscire a portarle così vicine alla chiesa. (c.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa