Il Tirreno

Lavori mai realizzati «Metto in vendita il locale»

di Antonella Danesi
Il beach Bar devastato dall'alluvione del 7 novembre 2011 (foto Gio' Di Stefano)
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Il beach Bar devastato dall'alluvione del 7 novembre 2011 (foto Gio' Di Stefano)

Leonardo Conti è il titolare del Beach Bar, finito sott’acqua il 7 novembre 2011. «Da allora tante promesse ma zero fatti. E tremo ogni volta che piove»

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CAMPO NELL'ELBA. Da quel giorno di cinque anni fa, il 7 novembre 2011 quando Marina di Campo fu invasa da fango e acqua, non ha mai smesso di lottare e di farsi sentire. Ma senza risultato, tanto che ha deciso di vendere la sua attività.

La storia di Leonardo Conti e del suo locale, il Beach Bar, sul lungomare Nomellini alla foce del fosso del Bovalico, proprio a ridosso dell’argine è stata denunciata più volte: ha scritto agli enti competenti, ha protestato, si è offerto di ripristinare il locale a sue spese. Ma niente da fare. Tutto è come cinque anni fa. Idem per gli appartamenti privati del residente Golden River, subito dietro al Beach Bar. La piena del fosso ha distrutto il muro di contenimento a protezione degli argini e l’acqua ha invaso il locale e gli appartamenti.

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A Leonardo è stato riconosciuto un danno molto inferiore a quanto stimato ed alla fine ha ricevuto un indennizzo che ammonta a meno della metà, ma questo non è un punto cruciale. Quello contro cui si è battuto in questi anni sono i ritardi e rimpalli di responsabilità che non hanno ancora permesso di realizzare il muro di contenimento e che lo hanno costretto a lavorare, per tutto questo tempo, in una situazione precaria. È per questo che ha decisodi vendere. «Quest’anno ho festeggiato i 20 anni di attività del Beach Bar – racconta – e sono cinque anni che aspetto l’intervento pubblico. Mi ero offerto di fare i lavori a mie spese ma mi è stato proibito. Per la prima stagione dopo l'alluvione, l'estate 2012, mi dissero di fare lavori precari perché poi sarebbe iniziato l'intervento e avrebbero dovuto smontare tutto».

E allora la parte esterna del bar, dove ci sono i tavolini per i clienti, è stata sistemata alla meglio (con alcune piante, nel frattempo cresciute quasi a formare una vera siepe) e la tettoia è rimasta coperta con tende, provvisorie come la pavimentazione. «Sono passati cinque anni – ribadisce – e ho deciso di mettere il cartello vendesi perché non voglio più stare ad ascoltare persone che chiacchierano e basta e aspettare fantasmi». Il presidente della Regione, Rossi, ha risposto alle lettere di Leonardo Conti «dicendomi sempre – spiega – che si sarebbe adoperato per sveltire l’iter dell’opera ma questo risultato non l’ho mai visto. Sfido chiunque a lavorare in queste condizioni, con tubi Innocenti e teli rammendati, soprattutto in un mondo concorrenziale come il nostro. E' impossibile lavorare, per questo ho deciso di vendere l'attività».

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Hanno sollecitato l'intervento pubblico anche i proprietari degli appartamenti privati che hanno l'accesso al mare che costeggia l'argine del fosso del Bovalico. Neanche loro possono fare niente. L’accesso è sterrato, delimitato da incannucciato, ma l’aspetto è piuttosto squallido. «Non possiamo né pavimentarlo nè mettere l’illuminazione – spiega Gianni Danesi, proprietario degli appartamenti – perché i lavori per fare il muro di contenimento prevedono un importante sbancamento e l'abbattimento di alcuni pini. «Se avessero deciso di fare qualcosa di più semplice e meno dispendioso – continua – probabilmente i lavori sarebbero già stati fatti e non saremmo in queste condizioni». «Il disagio più grande – racconta Danesi – è quando c’è maltempo. La paura non ci abbandona mai».

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È capitato che anche in estate: l'acqua entra direttamente nella proprietà e allaga l’esterno del Beach Bar ed un appartamento a piano terra. «Nessuno ci dà risposte concrete – termina Danesi – questa parte del lungomare è totalmente abbandonata, eppure ne siamo al centro. Noi abbiamo le nostre attività e quindi anche interessi diretti, ma la nostra denuncia è per tutta la comunità campese, visto che il lungomare, il cuore del paese, si trova in una situazione veramente vergognosa».

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