Il Tirreno

La città riabbraccia il piccolo guerriero

di Francesca Lenzi
La città riabbraccia il piccolo guerriero

Arrivata alla Misericordia la salma del bimbo ucciso da una terribile malattia. Donate le cornee, domani i funerali

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PIOMBINO. Sono le 15,30 di ieri quando Jacopo arriva in piazza Manzoni, alla sala del commiato della Misericordia. Ad aspettarlo c’è già diversa gente. Molta altra arriverà a trovarlo. Anche oggi. È così, perché Jacopo lo conosceva tutta Piombino, quella Piombino che non ha mai mancato di stare vicina a lui e alla sua famiglia. Sono le 15,30 di un sabato pomeriggio che pare voler assecondare a ogni costo l’amarezza e il dolore.Quella morsa di desolazione che prende quando vedi tirar fuori dal carro funebre un bara piccola. Troppo. È bianca e sopra ha un angelo dorato.

Lì dentro c'è Jacopo, morto a sei anni per una malattia genetica che da oltre quattro lo aveva aggredito. Era un bambino di un anno e mezzo quando i genitori cominciarono a notare delle differenze tra lui e il gemello, Lorenzo, che faceva progressi nel naturale percorso di crescita, mentre Jacopo sembrava tornare indietro.

Mesi di analisi fino alla diagnosi: leucodistrofia metacromatica progressiva. Uno schiaffo terribile con cui la famiglia ha imparato a convivere, con coraggio e amore. Fino a venerdì sera quando Jacopo, all’ospedale Meyer di Firenze da alcuni giorni dopo un trasferimento d’urgenza da Piombino per crisi respiratoria con arresto cardiaco, si è arreso alla malattia. Aveva 6 anni, e alle spalle una giovane vita consumata da un mostro infame.

Jacopo resterà alla sala del commiato della Misericordia fino a domattina, quando alle 10,30 verrà celebrata la funzione religiosa nella chiesa di piazza Manzoni, alla quale seguirà il trasporto al cimitero.

Piombino, e non solo, ha dimostrato anche stavolta di tenere al proprio guerriero, stringendolo in un abbraccio virtuale negli ultimi giorni, fino al saluto finale. Tantissimi i messaggi di vicinanza e solidarietà lasciati su Facebook da parte di amici, conoscenti, concittadini. Fra tutti anche le condoglianze del sindaco Massimo Giuliani e di Gianni Anselmi, consigliere regionale.

«Rientrando da Firenze apprendo del piccolo Jacopo – scrive venerdì sera Anselmi – è stato il guerriero per il quale in tanti hanno pregato, rivolto un pensiero, compiuto un gesto di speranza e solidarietà. Il suo volar via è un fortissimo dolore personale e collettivo. A Cheti e Riccardo un abbraccio grande quanto la loro forza e il loro coraggio».

Dello stesso tenore il post di Giuliani dopo poche ore: «Il piccolo Jacopo ci ha lasciato – si legge sulla bacheca del sindaco – Ha lottato strenuamente contro un male più forte di tutto e di tutti. Ma Jacopo ci ha trasmesso la forza, l’amore, la dolcezza e tanto altro. Tutte cose che potevi sentire quando ti trovavi accanto a lui e leggere quando lo guardavi in quegli splendidi occhi. Porgo le mie condoglianze personali e quella della città ai genitori Cheti e Riccardo. La nostra comunità si è stretta sempre in un grande abbraccio intorno a voi e lo fa maggiormente ora, nel momento del dolore».

Anche lo sport ricorda Jacopo: oggi la partita di calcio allo stadio Magona tra Piombino e Roselle sarà preceduta da un minuto di silenzio. Il babbo di Jacopo, Riccardo Baroncelli, ha più volte rimarcato l’importanza di vivere il percorso su questa terra del figlio come un dono, un insegnamento d’amore.

La donazione delle cornee e l’invito a lasciare un’offerta per l’ospedale Meyer (nello specifico per le cure lenitive condotte dal dottor Messeri) sia attraverso la scatola presente alla sala del commiato, sia tramite bollettino o altri canali, sono gli ultimi due regali di un bambino speciale.

«Jacopo se n’è andato a Firenze tra le mie braccia e quelle della mamma – racconta Riccardo – Lì ci siamo avvalsi dei mezzi a disposizione, dal cappellano al sostegno psicologico, anche per Matteo e Lorenzo ai quali abbiamo spiegato come il loro fratellino se ne stava andando. Con dolore ma anche serenità, perché era la fine delle sue sofferenze».

Matteo e Lorenzo, anche ieri accanto a Jacopo, nella sala del commiato. «Babbo, dove va ora Jacopo?», chiede Lorenzo. «Per ora sta qui, così le persone che vogliono possono venire a salutarlo». In un pugno di parole sta tutto l’amore di una famiglia e di un bambino speciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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