Il Tirreno

«Variante Aferpi, il solito errore»

Pasquinelli (5 Stelle) replica al Pd: svenduti pezzi importanti del territorio

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PIOMBINO. «Attività che cessano a ripetizione, occupazione in picchiata, gestione disastrosa del ciclo dei rifiuti e del decoro urbano. Per non parlare del crescente senso di insicurezza. Ma il Pd, di tutto questo, sembra non accorgersi». Così Daniele Pasquinelli, capogruppo dei 5 Stelle, inizia la replica all’intervento del suo omologo del Pd, Rinaldo Barsotti, sostenendo inoltre «che il primo partito di maggioranza riesce solo a trascinare la discussione politica sul piano di slogan vuoti e privi di valenza logica, quando invece la città avrebbe bisogno di comprendere in modo laico e non strumentale, qual è lo stato dell’arte e quali sono le conseguenze a lungo termine delle scelte».

L’oggetto del contendere resta l’approvazione della Variante Aferpi, sulla quale i 5 Stelle ribadiscono la propria posizione: «Concedendo ad Aferpi l’area del Quagliodromo senza alcuna garanzia – sostiene Pasquinelli – non solo svendiamo pezzi di territorio importanti, ma ripetiamo un errore già compiuto troppe volte in passato (non ultimo il rifiuto di legare le concessioni cinquantennali delle aree portuali allo sviluppo effettivo del Piano industriale): essere incapaci di mantenere il poco potere contrattuale, già fortemente limitato dalla crisi e dall’urgenza, che abbiamo nei confronti dei più o meno credibili investitori, soprattutto alla luce del fatto che ancora non siamo di fronte a un bivio imposto da progetti esecutivi di dettaglio e finanziamenti certi».

Infine secondo il capogruppo 5 Stelle occorre chiarire che, «nonostante sia compito di chi amministra fornire motivazioni ampie e tecniche sulle proprie scelte e non il contrario, sono state messe in campo ipotesi alternative sia riguardo il tracciato della 398 (opera urgente, ma non finanziata) sia per l’area del Quagliodromo e non da noi, ma da tecnici di comprovata esperienza e competenza. Al contrario, attendiamo – è la conclusione di Pasquinelli – che l’assessore Maestrini o il sindaco, che pure ha difeso la variante, ci rassicurino sulla motivazione tecnica che obbliga Aferpi a dover chiedere ulteriore territorio vergine invece di utilizzare le estese aree già destinate all’industria».

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