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Un’altra giornata senza l’ambulatorio ematologico

Un’altra giornata senza l’ambulatorio ematologico

PIOMBINO. Pazienti oncoematologici senza ambulatorio anche lunedì scorso. Le 5 aperture preventivate in ottobre, nel primo mese di ripresa dell’attività del servizio soppresso da anni, si sono...

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PIOMBINO. Pazienti oncoematologici senza ambulatorio anche lunedì scorso. Le 5 aperture preventivate in ottobre, nel primo mese di ripresa dell’attività del servizio soppresso da anni, si sono ridotte a tre.

La direzione Asl non commenta questo nuovo intoppo. Si accinge a stilare un primo bilancio del funzionamento di un settore che definisce strategico. Lo farà attraverso una verifica con il direttore dell'Unità Operativa dopo il primo mese di apertura. E ormai ci siamo. «Se necessario, metteremo in atto le azioni utili a garantirne il pieno funzionamento», aveva assicurato al Tirreno, lunedì scorso, la direttrice della Società della Salute, Donatella Pagliacci.

Secondo l’analisi dell’Ail - l’associazione impegnata attivamente da anni nella lotta a leucemie, linfomi e mielomi - il numero dei medici è troppo risicato per consentire che uno dei tre possa lasciare Livorno una volta alla settimana, il lunedì, appunto, e raggiungere Villamarina. Perchè soluzioni interne non sono ipotizzate.

Il bacino potenziale dei pazienti che possono rivolgersi periodicamente all’ospedale di Piombino oscilla attualmente tra le cento e le centocinquanta persone. Per loro, l'alternativa è il viaggio a Livorno anche per i controlli e le terapie che potrebbero ricevere tranquillamente qua. In special modo i malati cronici. Va ricordato anche che, secondo fonti Asl, nel capoluogo e in provincia ogni anno si registrano centinaia di nuovi casi tra leucemie, linfomi e mielomi. Con un'impennata delle ultime due patologie soprattutto sulla costa. Ne sapremo di più quando il registro dei tumori sarà pienamente funzionante e i dati verranno resi noti.

Per il presidente provinciale Ail, Alessandro Baldi, i tre medici del capoluogo devono affrontare quotidianamente una grande mole di lavoro. A cui si dovrebbe aggiungere Villamarina. Nella sua analisi, ne sarebbero necessari 4 mentre rischiano di rimanere in due poichè uno ha optato per un’altra sede.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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