Sicurezza
Per i lavoratori Elettra ancora nessuna soluzione
Sono 22 i dipendenti dell’ex centrale con gli ammortizzatori in scadenza E intanto Bertocci riassume 16 persone dopo l’acquisto degli impianti Edison
PIOMBINO. La situazione dei 22 dipendenti di Elettra non si sblocca, e anche l’incontro di ieri in Comune a cui col vicesindaco Stefano Ferrini e i sindacati ha partecipato anche Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Enrico Rossi per le questioni del lavoro, è stato interlocutorio.
Dalla riunione è emerso però che nei prossimi giorni azienda e sindacati si incontreranno per verificare la possibile attivazione delle misure necessarie ad assicurare misure di sostegno ai lavoratori.
Resta il fatto che Elettra ha confermato di recente di voler mettere la società in liquidazione entro fine anno per interrompere in modo completo le proprie attività entro la metà dell’anno prossimo.
Se questa situazione va ad aggravare il quadro già drammatico per molti lavoratori dell’indotto, per i dipendenti delle centrali Edison invece si è aperta una prospettiva con l’acquisto degli impianti da parte della Bertocci.
Dopo il preliminare siglato in estate, di recente l’acquisto è stato perfezionato: con Bertocci restano 16 lavoratori, che entreranno a far parte dell’azienda piombinese a partire dal 16 di questo mese, quando cesserà il contratto con Edison. Altri sette dipendenti dei 23 rimasti infatti hanno trovato altre soluzioni, mentre una ventina di lavoratori avevano già lasciato l’azienda accettando la ricollocazione in altri siti del Gruppo oppure sfruttando gli incentivi aziendali per l’autoimprenditoria.
Bertocci dunque è ora proprietaria delle due centrali, la Cet3 che funzionava a ciclo combinato (potenza complessiva di 180 Mw/h) e la Cet 2, centrale termoelettrica con caldaie convenzionali (65 Mw/h).
Per i lavoratori ormai ex Edison, il passaggio in Bertocci comporterà il passaggio dal più favorevole contratto degli elettrici a quello metalmeccanico, ma consentirà di entrare in un progetto interessante, anche se per loro è prevedibile un periodi di cassa integrazione (che con Edison peraltro sarebbe stato in scadenza) di almeno un paio d’anni.
Questo è almeno il tempo che si ritiene sarà necessario a Massimiliano Spagnesi, amministratore delegato di Bertocci, per realizzare i suoi progetti.
Spagnesi non ha ancora precisato il piano nei dettagli, ma si sa che a interessare Bertocci è stata soprattutto la posizione estremamente favorevole di Edison. Occupare un’area strategica in relazione allo sviluppo del porto è la scommessa di Spagnesi, che punta a fornire servizi alle aziende che si insedieranno nell’area, in particolare General Electric, non riattivando le centrali ma ristrutturando il sito per trasformarlo in parte come impianto di distribuzione e riutilizzando invece un impianto molto efficiente come quello di riciclo delle acque reflue.(cloz)
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