Il Tirreno

In arrivo blumi e billette per far ripartire i treni

Cristiano Lozito
Il treno vergella dello stabilimento Aferpi (PaBar)
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Il treno vergella dello stabilimento Aferpi (PaBar)

Attese 50mila tonnellate di materiale dopo il finanziamento di Unicredit per 18 milioni. Da martedì assunti ufficialmente con i contratti di solidarietà gli ultimi 719 lavoratori

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PIOMBINO. Sono in viaggio le navi con i semiprodotti che serviranno ad Aferpi per ripartire con i treni di laminazione all’incirca alla metà del mese. Si tratta di 30mila tonnellate di blumi e di 20mila tonnellate di billette, che serviranno alla produzione sino alla fine di gennaio.

Ordini sostenuti dalle lettere di credito di Unicredit, per un valore intorno ai 18 milioni. Somma che non risolve tutti i problemi del circolante, ma che comunque danno un po’ di fiato all’azienda.

Proprio martedì primo novembre intanto sono entrati in Aferpi gli ultimi 719 lavoratori che ancora erano nella cassa integrazione di Lucchini in amministrazione straordinaria, di cui il commissario Piero Nardi sta procedendo alla liquidazione.

Ora dunque sono oltre duemila ora i dipendenti di Acciaierie e Ferriere di Piombino, una piccola parte dei quali già in Aferpi logistics.

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L’accordo con i sindacati sulle assunzioni prevede contratti di solidarietà per tutti – e comunque degli ammortizzatori sociali fino a giugno 2019 – con ovvi benefici per le buste paga (150-200 euro al mese in più) ma con altrettanto ovvie perplessità sulla tenuta di questa intesa se la produzione finalmente non diventerà più continua.

Le assunzioni, previste dall’intesa del giugno 2015 arrivano proprio in un momento in cui la produzione è completamente ferma.

I nuovi ordini dei semiprodotti dovrebbero però consentire di ripartire col treno rotaie all’inizio della terza settimana del mese, e nel corso della quarta settimana con barre e vergella. Del resto la metà di novembre è anche il periodo in cui si attende di capire una volta per tutte la prospettiva del progetto di Cevital, quello cioè che comprende non solo l’acciaieria ma anche la logistica e l’impianto agroindustriale.

Nell’ultimo confronto romano infatti il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, alla presenza del presidente della Regione, Enrico Rossi, ha riaffermato l’indispensabilità di un intervento finanziario di Rebrab nell’investimento, chiedendo al presidente di Cevital cronoprogramma e dettaglio dei finanziamenti da presentare nel prossimo incontro previsto appunto per la metà di questo mese.

E sul piano finanziario continua ovviamente il lavoro a fari spenti di Alessandro Profumo e dell’amministratore delegato Fausto Azzi. Il loro impegno in realtà è collegato alle valutazioni sulla due diligence delle banche del progetto Aferpi che dovrebbe concludersi in questi giorni.

Questo lavoro di approfondimento del piano industriale e della sua sostenibilità è finalizzato appunto a un giudizio delle banche, decisivo per capire se il sistema creditizio si convincerà a dare fiducia al progetto di Aferpi.
 

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