Il Tirreno

Oltre due milioni di presenze turistiche

di Claudia Guarino
Oltre due milioni di presenze turistiche

Il Consorzio balneari parla di un settore in crescita e presenta le proposte per potenziare l’offerta in sintonia coi Comuni

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PIOMBINO. L’idea è quella di un progetto condiviso tra i Comuni del golfo di Follonica, il Consorzio Balneare Costa Est e la società Parchi Val di Cornia. Un piano che permetta di migliorare la fruizione della costa est e che preveda, tra le altre cose, manutenzione delle dune, opere a difesa dall’erosione, dragaggi, pista ciclabile, piantumazioni e sistemi antincendio. Lo scopo è la difesa del paesaggio naturale, nell’individuazione di un percorso di sviluppo sostenibile che riguardi la costa, nel quale hanno un ruolo fondamentale le amministrazioni e le imprese balneari. Queste ultime fanno parte dell’economia costiera e si innestano su un sistema naturalistico di pregio che «deve conservarsi senza modifiche», anche perché è proprio l’elemento che determina il valore aggiunto delle imprese stesse. In questo contesto è necessario che le aziende, da parte loro, intraprendano opere di innovazione, guardando al mercato turistico, ma nel rispetto dell’identità del luogo su cui lavorano. Sono questi i concetti cardine della relazione “Visione e proposte per la Costa est” che il Consorzio Balneare Costa Est ha presentato all’amministrazione comunale piombinese.

Il documento ha come presupposti anche il dato sull’aumento del turismo in Val di Cornia e la legislazione regionale che riguarda il rinnovo delle concessioni demaniali marittime. Secondo il Consorzio, l’aumento del turismo in Val di Cornia è un dato di fatto. Sul territorio le presenze sono passate da 1,1 milione nel 2000 a oltre 2 milioni nel 2010. Le motivazioni per cui i turisti scelgono la Val di Cornia sono soprattutto legate al mare, ma anche alle bellezze naturalistiche e culturali. A visitare il nostro territorio sono soprattutto famiglie con una certa capacità di spesa. Perciò, si legge nel documento, il modo di fare turismo degli operatori deve essere calibrato su questi target, con servizi di livello alto e ricerca di elementi paesaggistici di un certo tipo. E’ necessario quindi «capire per tempo le tendenze e le evoluzioni» di un mercato in continuo sviluppo, imparando a valorizzare ciò che costituisce l’identità peculiare dei nostri luoghi. Importante, in tal senso, è la collaborazione tra il Consorzio e la Parchi. E quello appena sottolineato dovrebbe anche essere uno degli scopi della legge regionale 31/2016. Tenendo presente anche ciò che i turisti cercano sulla costa est, il Consorzio ritiene quindi imprescindibile il legame dei balneari con il sistema naturale su cui si vanno a inserire, il quale deve essere tutelato. Perciò le imprese stesse, pur nell’innovazione, devono agire nella riduzione dell’impatto ambientale per «vivere il mare nelle condizioni di naturalità». Il consorzio ritiene opportuno un Progetto Territoriale Integrato (PTI), che sia condiviso dai «Comuni che gravano sul golfo di Follonica e i soggetti che operano in quel tratto. Un progetto che dia le linee guida per azioni da poter realizzare», finanziabili con fondi pubblici, privati ed europei. «Il PTI potrebbe essere il contenitore in cui il consorzio può elaborare il Piano di riqualificazione ambientale e di valorizzazione paesaggistica del territorio costiero, come previsto dalla legge regionale. Laddove però, le tempistiche tra l’elaborazione della nuova pianificazione (il PTI) e Pravp non dovessero essere tali da permettere la consequenzialità, è necessario avere da parte dell’Amministrazione un’approvazione del progetto di riqualificazione». Il Consorzio elenca poi una serie di proposte, che costituiscono interventi essenziali da compiere. Si tratta di manutenzione delle dune e degli accessi alla spiaggia, realizzazione di nuove opere di difesa dall’erosione, dragaggio della foce del Cornia e del porto della centrale Enel, realizzazione di una pista ciclabile, piantumazione di strade e aree parcheggio e realizzazione di un sistema antincendio. Questa è la visione che ha il Consorzio, il quale dice di volersi porre «come soggetto attivo e propositivo per le scelte sul territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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