Il Tirreno

Concessioni marittime, i timori restano

Concessioni marittime, i timori restano

La nuova legge sul demanio è stata illustrata in un convegno dagli esperti della Regione

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PIOMBINO. Un’esposizione della legge regionale sul rinnovo delle concessioni demaniali marittime. Un dibattito tra più parti, in cui si è cercato di mettere in luce gli aspetti positivi della norma. Ma anche interventi di balneari preoccupati per il futuro. L’occasione del confronto è stato l’evento organizzato al Castello.

In una stanza gremita, soprattutto da addetti del settore, si sono susseguiti gli interventi di Fabrizio Lotti, presidente Fiba Toscana Confesercenti, Paolo Bongini, dirigente Regione, Gabriele Lami, Gruppo tecnico del Demanio e del Patrimonio Anci Toscana, Massimiliano Quercetani, consulente legale, Manuela Frediani, commercialista, Gianni Anselmi, presidente seconda commissione Consiglio regione, Leonardo Marras, capogruppo Pd Regione e Massimo Giuliani, sindaco. La legge 31/2016 riguarda le concessioni demaniali relative all’ambito balneare. Secondo direttive europee il rinnovo non può essere automatico e a tempo indeterminato. La legge regionale, da parte sua, prevede una procedura di comparazione per l’assegnazione delle concessioni, per le quali è prevista una durata tra i 6 e i 20 anni, in proporzione ai piani di investimento presentati. E’ poi previsto un indennizzo in favore di chi dovesse perdere la concessione. La domanda per l’ottenimento della medesima dovrà contenere un piano economico e finanziario. E nella valutazione delle domande concorrenti è elemento di preferenza un programma di rivalutazione ambientale. C’è poi la possibilità di uno sviluppo consortile tra concessionari per alcuni tipi di progetti, quelli che implicano, ad esempio, opere di accessibilità. Il contenuto della legge è stato spiegato da Paolo Bongini. Anche Massimiliano Quercetani ha fornito dei dettagli giuridici, sottolineando che «la richiesta dell’Europa è quella di garantire la contendibilità nel rinnovo delle concessioni. In questo caso la legge regionale, per il rinnovo, favorisce il concessionario uscente. Si può dire che la norma fornisca agli operatori uno strumento di agilità». Con la legge si vuole tutelare l’identità ambientale del territorio, rendendo più difficile l’imposizione di multinazionali che potrebbero cambiare la fisionomia delle nostre coste. «La legge 31 – ha sottolineato Anselmi - consentirà di avere una nuova concessione tra 6 a 20 anni in rapporto a un progetto di riqualificazione. L’impresa può inoltrare l’atto formale e quindi chiedere di restare sul territorio anche in sinergia con altre aziende e con le amministrazioni.». Sull’aspetto dell’unione di più operatori, Lami ha detto che «il bene demaniale va gestito in un contesto territoriale. Bisogna guardare la gestione della costa nella sua totalità».Giuliani ha concluso dicendo che la legge «rappresenta un’opportunità, che ha come protagonisti i balneari, ma anche i Comuni». Molte le rassicurazioni ma dal pubblico sono emersi dubbi sui rinnovi delle concessioni e sull’indennizzo che dovrebbe spettare a chi non vede rinnovata la propria.(c.g.)

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