Il Tirreno

Alluvione l’anno dopo cosa s’è fatto e cosa resta ancora da fare

di Valeria Parrini
Alluvione l’anno dopo cosa s’è fatto e cosa resta ancora da fare

Il ponticello di Baratti è finanziato ma manca un parere mentre il ripristino delle dune dovrà ancora aspettare

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PIOMBINO. Un anno fa, il disastro. La città per alcune ore trasformata in un’isola. L’unica via d’accesso bloccata. Baratti devastata in ogni angolo. Il borgo di Populonia isolato. Frane, campi come laghi anche a Fiorentina e in Colmata. Danni per centinaia di migliaia di euro. Persone soccorse nelle case. Per fortuna, nessun ferito. Neanche in Val di Cornia. Anche lì il nubifragio andò giù duro. E il Cornia fece tremare.

Dal 28 ottobre del 2015, si è lavorato per il ritorno alla normalità. Seppure, a volte, a spese proprie. Nonostante il riconoscimento dello stato di calamità. Dalla Regione, aiuti destinati solo a imprese o ai titolari di partita Iva. Niente al Comune. Nè alle famiglie a cui acqua e fango hanno portato via molto. A volte tutto.

La speranza è che prima o poi anche i danneggiati del 2015 possano avere dei risarcimenti. A Piombino ne sono stati censiti 32 dei quali 15 residenti, operanti nel settore agricolo (case con annessi), 8 residenti, 9 imprese extraagricole.

Anche il bilancio delle opere pubbliche è pesante. I danni sono stati prevalentemente alle infrastrutture, alle opere di regimazione idraulica, alla viabilità, agli edifici. Circa 600 mila euro spazzati via dalla furia della pioggia e del fango. In grandissima parte, oltre mezzo milione, a carico delle casse del Comune. Per il residuo è intervenuta parzialmente l’assicurazione stipulata dalla Parchi per il Castello dove di danni ne sono stati stimati per 127 mila euro.

Gli interventi effettuati sono stati molti, ma non sono ancora completati. «Pur con tante difficoltà, stiamo procedendo. Lo facciamo con la lentezza dovuta all’eseguità delle risorse e con l’amara consapevolezza che il denaro investito nel post-alluvione andrà a tagliare altre opere. Non ci sono alternative. E’ il solito discorso della coperta troppo corta», afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Capuano.

Tra le opere fatte, oltre a quelle di somma urgenza, eseguite nei giorni immediatamente successivi (160 mila euro) ce ne sono tra le infrastrutture e la viabilità. Quest’anno si è provveduto alla sistemazione di tratti di “strade bianche” per circa 24 mila euro, di alcuni tratti di strade asfaltate in zona Baratti e zona Fiorentina per 12 mila e di ripristino di alcuni tratti del Rio Salivoli con sistemazione della foce per altri 30 mila. Più corposi i lavori dovuti agli smottamenti sulla strada di Populonia alta e di ripristino delle banchine per altri 62 mila. E’ stato poi necessario migliorare la viabilità provvisoria in attesa della ricostruzione del ponticello sul fosso Focecchiola a Baratti. Sempre a Populonia, è in procinto di essere realizzato il ripristino di alcune parti di muro a secco crollate sulla strada verso il borgo e la demolizione e messa in sicurezza del muro fra argine e parcheggio in loc. Salivoli. In tutto, 52 mila euro.

Tra gli interventi da fare, per i quali si devono trovare le risorse, il ripristino ambientale delle dune di Baratti, rimandato all’anno prossimo mentre la ricostruzione del ponticello di Baratti è finanziata. Il Comune sta aspettando l'ultimo parere del Genio civile per poter procedere. Il Consorzio di bonifica è poi in attesa di sapere se verrà finanziato lo studio idraulico per la sistemazione definitiva del rio Salivoli.

Tra gli altri settori che hanno subito maggiori danni, oltre al Castello, ci sono gli impianti di illuminazione pubblica (46 mila euro), il ripristino delle centraline telefoniche e antincendio nel palazzo comunale e al Ced (poco meno di 20 mila)e il complesso delle telecamere attivo in città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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