Gioco
«Variante Aferpi, rischi per l’ambiente»
Domani lo strumento urbanistico va in consiglio comunale per l’adozione. Ferrari (Fdi): così si pregiudica il futuro della città
PIOMBINO. Domani la Variante Aferpi va in consiglio comunale, pronta per l’adozione così come è stata presentata a più riprese, l’ultima martedì al Perticale. Resta quindi la concessione dei 76 ettari del Quagliodromo ad Aferpi, che tanto ha fatto discutere in questi giorni.
Ieri intanto Legambiente con una lettera firmata dai vertici nazionali, regionali e locali si è rivolta a presidente della Regione, Enrico Rossi, al sindaco Massimo Giuliani, al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e a quello dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al sottosegretario di Stato Claudio Di Vincenti, al viceministro del Mise Teresa Bellanova e al sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, chiedendo che «si valuti con la dovuta serietà e nell’interesse generale le richieste di Aferpi, consapevoli che un progetto industriale lungimirante rispetta ambiente e salute».
Legambiente è preoccupata non solo dalle previsioni sul Quagliodromo ma anche da procedure «a dir poco accomodanti», dallo «spostamento del precedente tracciato della statale 398» e dal fatto «che la Regione ha deciso di non sottoporre a Valutazione di impatto ambientale il masterplan presentato da Aferpi, sulla base del quale si stanno prendendo decisioni urbanistiche importanti».
Nella lettera l’associazione ambientalista spiega «che il tracciato della statale 398, una strada a traffico intenso, non seguirebbe un percorso nell’area industriale ma accanto al centro abitato del quartiere Cotone-Poggetto e la zona di via Cavallotti, via Pisa, con danni alla salute di chi ci abita, e una vasta area naturale diventerebbe industriale».
Per Legambiente «sembra di tornare all’approccio degli anni Sessanta, quando con troppa leggerezza in Italia si sono sacrificati ambiente e salute con l’illusione di salvare l’industria e l’occupazione. Il prezzo pagato è stato caro sotto tutti gli aspetti, perché persistere nell’errore? Inoltre il piano di un privato può essere assunto come piano con “valenza di interesse pubblico” senza le dovute verifiche degli enti pubblici preposti a fare l’interesse generale? Tra l’altro sulla base di sole promesse, senza che ci sia ancora un piano industriale né garanzie di investimenti”.
Secondo l’associazione ambientalista la vicenda industriale «tortuosa e finora includente di Piombino è anche frutto dell’assenza di una politica industriale siderurgica, in un paese manifatturiero come l’Italia con tanti e diversi utilizzatori di acciaio. Manca una strategia nazionale per il futuro dell’acciaio in Italia, capace di ricomporre e coordinare le varie filiere, introdurre innovazione e valore – conclude Legambiente - Si rincorrono così le singole crisi locali, vedi anche la vicenda Ilva, con la speranza che arrivi “il salvatore della patria” da favorire in tutti i modi».
Polemico anche Francesco Ferrari, consigliere comunale e presidente di Fratelli d’Italia-An Val di Cornia, seconco cui le conseguenze della variante Aferpi «sarebbero enormi e pregiudicherebbero il futuro della nostra città. Si parla tanto delle bellezze naturalistiche della Costa Est, di come la stessa debba rappresentare il volano per lo sviluppo turistico di Piombino, di una riqualificazione della centrale di Tor del Sale e di una sua diversa destinazione, della necessità di ridurre gli spazi sfruttati dall’industria, oggi dismessi ed inutilizzati. In tutto questo – prosegue – la contraddittorietà di concedere altri 76 ettari di una zona che è parte integrante proprio di quella Costa Est. Poco importa che non sia territorio di alto pregio, come si è affrettato a dire il Sindaco. Quel che importa è che si concede altra superficie all’industria che già occupa 800 ettari. E poi – conclude Ferrari – perché tutta questa fretta di votare la variante? Non sarebbe più conveniente attendere, mettendo alla prova Rebrab?».
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