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SFIDUCIATI DAI TROPPI RITARDI
di CRISTIANO LOZITO Il dibattito sulla Variante Aferpi racconta di una città divisa, ancora una volta, tra le ragioni dell’ambiente e di un nuovo modello di sviluppo, e quelle del lavoro industriale....
di CRISTIANO LOZITO
Il dibattito sulla Variante Aferpi racconta di una città divisa, ancora una volta, tra le ragioni dell’ambiente e di un nuovo modello di sviluppo, e quelle del lavoro industriale. In realtà la spaccatura è figlia pure della sfiducia di un territorio che da otto anni vive sul filo dell’incertezza, aggrappato agli ammortizzatori sociali, e che alle promesse di Issad Rebrab – una fabbrica moderna, fuori dalla città e ambientalizzata, con lo sviluppo poggiato anche su logistica e agroindustria – mostra di credere sempre meno. Colpa dei ritardi nei progetti algerini, e del distacco del presidente Rebrab dalla città: dopo un primo periodo in cui non lesinò visite e incontri pubblici, da mesi è sparito dalla vista dei piombinesi, in parallelo con i ripensamenti e i rinvii del piano industriale.
Così, con Rebrab che ogni giorno annuncia investimenti in mezzo mondo mentre tutti attendono che metta i soldi necessari al progetto per Piombino, quella richiesta di occupare nuovi spazi al Quagliodromo sembra avulsa dalla realtà. Possibile che con già tanto spazio a disposizione, Aferpi pretenda di invadere altre aree, seppure con dei binari? E possibile che il Comune, pur alle prese con tante difficoltà, non capisca che un’epoca è tramontata, e che oggi occorre costruire un rapporto nuovo e paritario con l’industria? Rebrab dal canto suo può ribaltare lo stato dei rapporti tra la sua azienda e la città, tornando a parlare con i piombinesi e mostrando con i fatti che crede ancora nel progetto. Ma faccia alla svelta, perché il tempo a disposizione è sempre più scarso.
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