Gioco
Prima unione civile con ospite Cirinnà
Antonio Cuturi e Umberto Granata davanti al sindaco «Siamo emozionati e felici, speriamo di essere d’esempio»
di Francesca Lenzi
PIOMBINO
Si terrà domani mattina, alle 11, in sala consiliare, la prima unione civile nel Comune di Piombino. A unirsi, secondo la recente legge Cirinnà, davanti al sindaco Massimo Giuliani, saranno Antonio Cuturi, 32 anni, e Umberto Granata, 29, entrambi di Napoli, ma residenti a Piombino da oltre un anno.
«Siamo arrivati qui quasi due anni fa - racconta Antonio, sottotenente di vascello della Marina militare, in congedo matrimoniale - In città abitava già la sorella di Umberto, e io sono stato 8 mesi all’accademia di Livorno, mentre adesso sono in servizio a La Spezia. Piombino ci è sembrato il posto ideale per più motivi; è un po’ al centro di tutto, vicino a La Spezia, a un’ora da Livorno, nel caso dovessi tornare lì. Poi ha sia il mare che la montagna, e noi adoriamo fare passeggiate. È una città piccola, tenuta bene, e ha la tranquillità che noi, venendo da una città grande come Napoli, cercavamo. Infine, adoriamo il centro storico, e anche la gente è cordiale e, come noi, amante degli animali». Domattina, in Comune, probabilmente, oltre a parenti e amici, e al cane di casa, Baldo, jack russel di un anno, ci saranno molti piombinesi: «I vicini e i negozianti che conosciamo, una volta saputo della cerimonia, ci hanno assicurato che verranno a vederci - affermano Antonio e Umberto - E speriamo ci siano anche tante persone, magari incuriosite dalla novità».
Una novità legata alla legge Cirinnà - la senatrice sarà tra l’altro presente, invitata dalla coppia, alla cerimonia - arrivata dopo lungo tempo. «L’anno scorso non avremmo mai pensato che sarebbe stato possibile sposarci in Italia - spiega Antonio - L’idea di farlo c’era però da tanto. Avevamo progettato di andare in Canada, ma al momento di partire, è venuta a mancare la mamma di Umberto, poi io ho vinto il concorso in Marina, e il tempo è trascorso, fin quando ci siamo affezionati al percorso della nuova legge». Insieme da otto anni, Antonio e Umberto sono cresciuti insieme, e proprio a Piombino, dove hanno tra l’altro comprato casa, si uniranno civilmente. «Vogliamo farlo perché è giusto che ci siano diritti e doveri in qualsiasi coppia che si ama - sostiene Umberto - L’obiettivo era il matrimonio egualitario, ma crediamo che la legge sia un ottimo punto di partenza per aprire la mente delle persone e fare in modo che gli omosessuali non si sentano più cittadini di serie B. È chiaro che una legge del genere, al pari di come lo furono l’aborto e il divorzio, è sempre inizialmente un urto, ma è indispensabile capire che dare diritti in più non priva chi già li ha dei propri». «È bello anche che il Comune di Piombino metta a disposizioni per le unioni civili la stessa sala dei matrimoni - afferma Antonio, primo ufficiale della Marina in Italia a unirsi civilmente, che domani vestirà la divisa - Ho fatto richiesta al comandante che ha dato senza problemi l’autorizzazione. In realtà, in Marina ho sempre trovato un ambiente estremamente aperto che ha fatto il possibile per agevolarmi, a partire dalla licenza matrimoniale. Siamo emozionati e felici, e personalmente spero che la nostra strada sia di esempio per tanti che ancora si nascondono, ragazzi più o meno giovani, in alcuni casi anche nella stessa forza armata».
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