La protesta
Piombino non rottama le multe
Oltre un milione di euro non pagati. Si occupano della riscossione polizia municipale e Patrimoniale
PIOMBINO. Un milione e 268.599,9, l’ammontare delle multe che il Comune di Piombino deve ancora riscuotere. E niente di tutto questo passerà per la “rottamazione” collegata alla Legge di Bilancio 2017.
Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto fiscale da cui derivano, appunto, la rottamazione sulle cartelle esattoriali (che riguarderà anche l’Iva) e, limitatamente a parte di interessi di mora e somme aggiuntive, anche sulle multe stradali. Qui si chiude con Equitalia - entro il luglio 2017 - e ad occuparsi della riscossione sarà, poi, l’Agenzia delle entrate (all’interno della quale sarà realizzato un ufficio dedicato).
Ma non è previsto, ad oggi, che Piombino aderisca anche perché non si serve di Equitalia per l’esazione; c’è la società Patrimoniale, il Comune ne è l’unico socio. Colpisce, però, l’ammontare delle multe ancora da incassare.
Multe. «A Piombino la polizia municipale – spiega l’assessore Claudio Capuano (con delega anche alla polizia municipale) – invia due volte lanno alla società Patrimoniale l’elenco delle violazioni al codice della strada non pagate, già aggiornate con gli interessi previsti dalla legge n. 689/1981(10% semestrale). La Patrimoniale – conferma – invita i contravventori a pagare in via bonaria, aggiungendo le spese di riscossione (come deliberate dal Comune, nella misura del 6% oltre Iva e 10 euro di spese amministrative). Gli avvisi bonari in corso di riscossione sono, al momento, pari a 495.245,50 euro. Con riferimento agli importi non pagati – specifica l’assessore – a seguito dell’emissione dell’avviso bonario, la Patrimoniale emette l’atto ingiuntivo aggiornando l’importo con gli interessi previsti dalla legge 689/1981 e aggiungendo le spese per la notifica dell’atto: postali ed amministrative nelle misura di ulteriori 10 euro. Ecco che attualmente l’importo delle ingiunzioni emesse è pari a 773.354,40 euro».
E se l’ingiunzione non viene pagata. «Mancando la riscossione – aggiunge Capuano – si passa all’ufficiale della riscossione ai fini della procedura esecutiva. L’importo dell’ingiunzione viene maggiorato dell’interesse legale dal giorno dell’emissione al giorno del pagamento. Naturalmente l’ufficiale della riscossione aggiunge le spese delle procedure svolte (ad esempio fermo amministrativo, pignoramento...) che sono previste da uno specifico decreto ministeriale».
Assurdo sperare nelle multe per fare cassa. «Le multe comunque – dice ancora Capuano – possono non essere pagate. Ad esempio se le persone non sono più reperibili in Italia o se non possiedono nulla che possa essere sequestrato. Insomma persino con la riscossione coattiva si può arrivare a non pagare mai. A volte è l’Avvocatura dello stato che consiglia di non insistere oltre un certo limite perché si rischia, mandando avanti il procedimento, di spendere di più rispetto a quanto dev’essere recuperato» sottolinea.
@cecilia cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
