Toscana
Crociere, al debutto un impatto positivo
Dal migliaio di visitatori apprezzamenti ma anche critiche: poche rivendite di prodotti locali, ristoranti chiusi troppo presto
PIOMBINO. Cinque navi da crociera ancorate nel porto di Piombino tra settembre e ottobre. Per un numero totale di passeggeri che sfiora le 2mila unità. E circa la metà ha usufruito della navetta per visitare la città.
Dai questionari distribuiti dalla Parchi sui bus risulta che i turisti hanno espresso soddisfazione per la bellezza dei luoghi, per l’accoglienza ricevuta e per le attrattive culturali e naturalistiche. Però, molti hanno lamentato la presenza di negozi chiusi durante l’orario del pranzo, l’assenza di segnaletica in inglese, la chiusura dei bagni pubblici e la mancanza di taxi. «Per Piombino è stata una prima esperienza importante, quella delle navi da crociera – dice Alessia Fagioli, Cna – I numeri non sono così grandi, ma è un inizio. Molto positivo il lavoro di squadra che hanno portato avanti associazioni e istituzioni, ma si può far di meglio. Occorre una maggiore recettività da parte di tutti». Sirena, Crystal Symphony, Berlin, Le Ponant, La Belle de l’adriatique hanno attraccato a Piombino una dopo l’altra. Poi sono salpate, lasciando la scia dei bilanci da intraprendere. A cominciare dai dati delle navi più capienti e dai numeri delle persone che hanno visitato Piombino.
I numeri. La Sirena contava 613 passeggeri, di questi circa 200 hanno optato per il tour in città, seppur il giorno fosse particolarmente piovoso. Degli 842 passeggeri della Crystal Symphony, in 596 si sono serviti del bus navetta. 66 persone hanno scelto il tour col trenino verso Calamoresca, 110 quello nel centro storico, in 50 hanno visitato il Castello e in 15 il museo. Dei 262 passeggeri della Berlin, quelli scesi dalla nave per vedere Piombino sono stati 50. Dai questionari distribuiti a bordo delle navette dalla Parchi risulta che il 95% dei passeggeri della Crystal Symphony che ha usufruito del servizio bus è rimasto soddisfatto della visita a Piombino e dell’accoglienza. Il 90% ha anche apprezzato l’atmosfera della città, considerata ricca di tradizioni e il 96% ha dato parere positivo sulla pulizia dei luoghi.
Luci e ombre. I questionari mostrano un’insoddisfazione generale per la difficoltà a reperire personale dei negozi in grado di parlare inglese, per la scarsità di botteghe che vendono prodotti locali e per la chiusura della cucina di alcuni ristoranti dopo una certa ora. «Per essere stato il primo anno, la città ha risposto più che bene – dice il vicesindaco Stefano Ferrini – Certo, ci sono criticità e chi è rimasto scontento lo testimonia. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e capire che il turismo è un’industria indispensabile per il futuro». Non tutti i crocieristi hanno scelto di visitare Piombino. Alcuni sono rimasti sulla nave, altri hanno optato per le gite organizzate dai tour operator a Volterra, Pisa, Siena, Massa Marittima, Elba, Suvereto, Campiglia, Bolgheri, San Galgano e Montalcino. Quanti sono scesi, però, costituiscono una risorsa per la città. Sia in termini di ritorno di immagine sia in termini economici. «Le crociere hanno dato frutti insperati – dice Marco Torchioni, presidente Confcommercio Piombino– In centro c’è stato un buon ritorno economico in settori particolari, come oreficerie e oggettistica. Bene anche i bar, un po’ meno i ristoranti. Da buona parte dei commercianti ho riscontrato un’ottima impressione, qualcuno è più contento e qualcuno meno». Stessa opinione l’ha espressa Antonio Baronti, presidente Confesercenti Piombino, secondo cui «è positivo l’impatto che hanno avuto le crociere di settembre sul commercio, opportunità su cui bisogna continuare a investire». Ma per il futuro non c’è niente di certo. Giampiero Costagli, responsabile della promozione per l’Autorità Portuale, dice che «per ora non c’è nessun programma per il futuro, non so se si continuerà su questa strada, ma l’inizio è comunque positivo e il porto ha risposto bene alla prova delle navi».
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