Il Tirreno

Il canile sarà spostato ad Asca, ma il Comune va avanti con il ricorso

Francesca Lenzi
Il canile di Piombino
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Il canile di Piombino

Il sindaco Giuliani: "90 giorni non sono sufficienti, ma l'intenzione è trasferirlo"

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PIOMBINO. A una settimana dall'ordinanza pronunciata dal giudice nell'ambito della causa sul canile presentata dall'avvocato Alessandro Napoleoni contro il Comune di Piombino, l'Amministrazione conferma l'intenzione di fare reclamo.

L'oggetto del contendere, lo ricordiamo, erano le immissioni sonore superiori alla normale tollerabilità provenienti dal canile di Piombino in località Macelli. A fine ottobre 2015, Alessandro Napoleoni e la moglie Simona Salini, residenti in un'abitazione alla Tolla dal 2012, proprio a due passi dal canile, presentano una causa civile contro il Comune chiedendo «l'immediata cessazione delle immissioni intollerabili provenienti dal canile di Piombino attraverso la chiusura dello stesso e la condanna al risarcimento dei danni in favore dei ricorrenti».

Il procedimento va avanti un anno, fino alla pronuncia dell'ordinanza che dà ragione a Napoleoni, imponendo al Comune di Piombino di «cessare entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento le immissioni sonore superiori alla normale tollerabilità tramite l'adozione dei rimedi tecnici individuati dal CTU».

Come riuscirci? In due modi: «trasferendo il canile in zona lontana da abitazioni - si legge nell'ordinanza - o mediante la realizzazione di opere di acustica ambientale consistenti in una barriera di lunghezza 120 metri e altezza 10, e aumentando la protezione acustica delle gabbie ricollocandole per evitare che il lato aperto sia diretto verso l'appartamento».

Il tutto secondo una previsione economica di circa 230 mila euro. Inoltre l'ordinanza «dispone che il Comune paghi la somma di 50 euro al giorno per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del provvedimento a decorrere dallo scadere del termine finale di 90 giorni».

Infine, sempre al Comune, secondo l'esito del procedimento, spetta il pagamento delle spese legali e di perizia. Insomma, una tegola non da poco per l'amministrazione e una preoccupazione forte per il futuro dei 50 cani presenti nella struttura comunale dei Macelli, gestita dall'Enpa, e dei tre dipendenti che vi lavorano. «Stiamo imbastendo il reclamo - afferma il sindaco, Massimo Giuliani - Crediamo ci siano diversi aspetti trattati in modo non approfondito. Soprattutto ci preoccupano i tempi dell'ordinanza; in novanta giorni non può esistere nessuna delle soluzioni prospettate dalla sentenza. Non basterebbero per costruire quell'opera ciclopica contenuta nell'ordinanza, né per spostare un canile, che poi è la nostra intenzione e non da ora».

Il riferimento di Giuliani va al progetto di costruzione di un nuovo canile in località Asca a Fiorentina, per cui fu realizzato nel 2007 anche un piano di fattibilità.

«La nostra idea è quella di una nuova struttura - spiega Giuliani - nell'area già considerata dal regolamento urbanistico. È chiaro che ci sono passaggi obbligati, a partire dal bando di gara. Il limite di 90 giorni sarebbe impensabile anche per un privato che ha già i soldi necessari a disposizione. I tempi? I più stretti possibili, anche se per ora una tempistica precisa non c'è. Stiamo preparando il reclamo per questo - conclude Giuliani - Ci interessano il merito del procedimento, ma anche i tempi».

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