Il Tirreno

Hotel, in ripresa presenze e fatturati Ma non c’è il boom

di Luca Centini
Hotel, in ripresa presenze e fatturati Ma non c’è il boom

Gli Albergatori confermano con i dati le impressioni positive De Ferrari: «Ma non c’è da esultare, il futuro può essere nero»

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PORTOFERRAIO. L’industria del turismo dell’isola d’Elba continua la sua progressiva ripresa, sia in termini di presenze sia in termini di fatturato. Lo dimostrano i numeri messi insieme dall’associazione degli Albergatori al termine della stagione 2016: dalle indagini tra gli associati, infatti, emerge un aumento stimato di presenze turistiche tra il 2 e il 3%, in attesa dei dati ufficiali che si conosceranno solo tra qualche mese. Non si può parlare di boom, ma di un altro gradino scalato nel tentativo di recuperare quanto perso nel periodo di crisi e di un’altra annata chiusa con un segno positivo, la terza consecutiva dal 2014.

Il presidente Massimo De Ferrari illustrerà in modo dettagliato le condizioni del sistema turismo dell’isola d’Elba questa mattina dalle 9,30, nel corso dell’assemblea annuale degli Albergatori in programma alla villa napoleonica di San Martino.

Più presenze e arrivi.

L’indagine compiuta tra gli associati mette a fuoco un incremento complessivo stimato nel comparto alberghiero tra il 2 e il 3%. In tutto le presenze negli hotel elbani si attestano su 1.497.385. Gli arrivi stimati sono aumentati di circa il 2%. «Benchè non si siano ancora recuperati i livelli del 2001, l’Elba mostra ancora di possedere una certa competitività sul mercato turistico europeo – scrive il presidente De Ferrari nella sua relazione – Le presenze sono arrivate soprattutto grazie al mercato tedesco e svizzero. Anche la componente italiana ha avuto nel 2016 un recupero rispetto agli anni precedenti stimato intorno al 2,5%, anche se la propensione alla spesa degli italiani resta ancora debole».

Indicazioni sui fatturati.

Gli Albergatori hanno compiuto un’indagine su un campione di 50 aziende rappresentative per un totale di 6mila posti letto. Oltre il 69% degli intervistati sostiene di aver avuto un incremento del fatturato tra l’1 e il 5%, mentre soltanto il 20,4% ha dichiarato di aver subito un decremento rispetto al 2015. Il 10,2% del campione ha riposto indicando gli stessi risultati di fatturato rispetto all’anno precedente.

Occupazione delle camere.

L’indagine dell’associazione mette in fila altri numeri degni di nota. In primis quello del tasso di occupazione media delle camere su base annua, passato dal 23,7% del 2012 al 26,59% del 2016. Dal 2012 il dato è in crescita costante, sebbene sia ancora lontana la quota raggiunta nel 2006 (30%).

La relazione di De Ferrari comprende altri numeri che danno l’idea dell’andamento positivo, anche se non eccezionale della stagione 2016: tra questi i dati dell’autorità portuale che attestano un aumento del 2,83% dei passeggeri e del 2,70% della auto imbarcate nel periodo tra aprile e settembre. Un aumento che, tuttavia, non è stato uniforme, bensì concentrato nei mesi di alta stagione (decremento del 10% fino a maggio).

Dalla grande distribuzione gli Albergatori hanno ottenuto dati confortanti: +3% di scontrini e +2% di fatturato. Il noleggio di biancheria ha registrato un incremento del 2%.

Vietato rilassarsi. Il buon risultato ottenuto, secondo gli Albergatori, è da legarsi non solo a fattori prettamente “interni”. «La condizioni metro stabili da giugno in poi ci hanno dato una mano – commenta De Ferrari – così come l’uscita dal mercato dei paesi del nord Africa, la percezione di sicurezza avvertita in Italia e in particolare all’Elba e, infine, il buon risultato della campagna promozionale sui mercati esteri». Detto questo, gli Albergatori, si dicono preoccupati per la previsioni - di respiro nazionale - legate al futuro del turismo balneare. «È il comparto con maggiori criticità – si legge nella relazione – Da qui deve partire il nostro ragionamento. Il solo mare non basta più». Stagione più lunga e offerta turistica più articolata e varia, dunque. Ma fra gli obiettivi e la realtà ci sarà da lavorare. E molto.

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