Il Tirreno

I Signori di Sassetta sfilano per raccontare la storia del paese

I Signori di Sassetta sfilano per raccontare la storia del paese

Grande successo per la seconda puntata delle “Feste d’ottobre” Domenica chiusura con la Sagra della Polenta e il Palio dei ciuchi

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SASSETTA. Successo della seconda domenica delle “Feste d’ottobre”, dedicata alla “Tordata” e alla “Sagra della castagna”.

Grande l’affluenza di pubblico, bilancio positivo che premia anche l’impegno e la disponibilità dei volontari che hanno animato il mercatino dell’artigianato, con stand che hanno presentato prodotti tipici legati alla castagna, primi piatti, dolci, marmellate, zonzelle, frati e bomboloni, frittelle di castagne, vini del territorio.

Dalla cucina poi sia a mezzogiorno che alla sera tavoli sempre occupati per degustare un menù che ha presentato primi piatti (polenta preparata in diretta cotta nei paioli su fuoco di legna, pasta condita con ragù casalingo e salsa di funghi). Sulla griglia bistecche e salsicce anche queste cotte sulla brace.

La giornata era dedicata alla castagna, appuntamento tradizionale che ha caratterizzato tutto il pomeriggio la sfilata del corteo con personaggi in costumi storici tutti realizzati a Sassetta in stile e panneggi desunti da affreschi e disegni d’epoca.

Hanno aperto la sfilata tra due ali di folla quattro cavalieri che portavano le bandiere dei quattro Rioni che domenica prossima, ultima delle Feste d’ottobre, vedrà lo svolgimento del Palio corso dai ciuchi montati a pelo.

Il corteo ha ricordato come sempre pagine di storia del paese con i Signori della Sassetta (gli Orlandi che ne sono stati i reggenti fino al 1517, ultimo loro discendente Ranieri) accompagnati da notabili e Magistrature del Comune.

Ha accompagnato e aperto la sfilata il Gruppo degli Sbandieratori di Volterra con gli squilli delle chiarine, rullare dei tamburi e giochi di bandiere. Hanno composto il corteo vari gruppi di paggetti che hanno accompagnato i personaggi più importanti che oltre ai Signori Orlandi, sono stati il Frate predicatore ovvero il Frate Inquisitore Antonio di San Miniato, il Camarlingo che secondo gli Statuti del 1517 aveva funzione di tesoriere e cancelliere giudicario, il Capocaccia (tradizione che vede la caccia protagonista così come lo è ancora nel paese, così il bosco, la castagna e i funghi), l'Uffiziale che aveva il compito di far rispettare i dettami del Signore, i Consoli accompagnati dalle loro dame, incaricati dell’amministrazione civile e militare del Comune, giovani fanciulle.

Domenica prossima la chiusura delle Feste con in programma la “Sagra della polenta”, la sfilata di nuovo del corteo storico e la disputa del Palio che vedrà in gara sui ciuchi montati a pelo i rappresentanti dei quattro Rioni.

Gianni Gorini

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di Redazione web