Il Tirreno

È allarme povertà, 50 pasti al giorno alla mensa Caritas

È allarme povertà, 50 pasti al giorno alla mensa Caritas

Il Comune ha elargito 11mila euro alla San Giuseppe Onlus Il servizio allestito in parrocchia è sempre più utilizzato

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PORTOFERRAIO. Quasi undici mila euro (la stessa cifra assegnata anche lo scorso anno) elargiti dall’amministrazione comunale all’associazione San Giuseppe onlus che si contraddistingue, nel panorama elbano, per offrire giornalmente dei pasti caldi a tutti coloro che ne hanno bisogno. E la domanda di coloro che raggiungono nell’ora di mezzogiorno la mensa di San Giuseppe alla Sghinghetta è, purtroppo, crescente.

«Segno di disagio per molte famiglie – ha detto il parroco, don Gianni Mariani – che si rivolgono a noi per vedere soddisfatti i loro bisogni».

La mensa di San Giuseppe, presso la quale lavorano a rotazione dei volontari, molti dei quali provengono anche da altri paesi dell'Isola, prepara quotidianamente 40/50 pasti caldi. Una cifra rilevante per una città come Portoferraio. «Molti sono italiani – ha continuato sempre don Gianni – ma ci sono anche persone extracomunitarie, provenienti dall’ Africa. Non potremmo far fronte alle richieste se non avessimo l’apporto e l’aiuto di parecchi volontari che si mettono a disposizione per aiutare il prossimo e di altrettante associazioni che collaborano insieme con noi al progetto». Ma non c'è solo la mensa che funzione alla Sghinghetta. «Ogni giorno provvediamo a distribuire alle famiglie – ha precisato sempre don Gianni Mariani – decine di prodotti di prima necessità che riusciamo a mettere insieme grazie al contributi dei supermercati che insistono sul nostro territorio. Si tratta nella maggior parte di prodotti prossimi alla scadenza che invece di essere inviati al macero vengono consegnati ai nostri addetti i quali, successivamente, si preoccupano di portarli in parrocchia per metterli a disposizione delle famiglie. Ci sono anche altri casi che seguiamo con molta discrezione – aggiunge il responsabile della parrocchia – Alcun parrocchiani ci segnalano dei casi di persone in necessità che hanno un certo pudore a dimostrare la loro condizione, per cui mandiamo dei nostri incaricati che portano a casa quanto loro abbisognano».

L’attività che si sta svolgendo alla Sghinghetta non è passata inosservata agli amministratori pubblici. «Si sa che da anni – ha detto l’assessore al sociale Adalberto Bertucci – la parrocchia di San Giuseppe è impegnata nel sociale con interventi che vanno da percorsi educativi rivolti a bambini e adolescenti, a momenti di formazione aperti ai cittadini con la presenza e la partecipazione di personaggi della cultura, a interventi assistenziali come i pasti caldi. In virtù di tutto questo – ha continuato l'assessore – abbiamo creduto necessario confermare la somma dello scorso anno e prevedere la stessa cifra anche per il prossimo anno». (lu.ci.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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