Il Tirreno

C'è l'invasione dei crocieristi, ma l'Infopoint resta chiuso

di Luca Centini
La nave da crociera ormeggiata a Portoferraio
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La nave da crociera ormeggiata a Portoferraio

Portoferraio: disagi per turisti scesi dall’Arcadia e dall’Albatros. Fuori uso da giorni anche il teatro dei Vigilanti

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PORTOFERRAIO. Due navi da crociera, una attraccata all’Alto Fondale, l’altra ormeggiata in rada. Circa cinquemila turisti, quattromila inglesi a bordo dell’Arcadia, un migliaio dell’Ms Albatros che a gruppetti hanno invaso il centro storico. Insomma, quella di ieri è stata una bella prova di come l’isola sia riuscita ad allungare la stagione turistica, verrebbe da dire. Ma le cose non stanno proprio così.

I crocieristi si sono trovati di fronte una città non esattamente pronta. L’Infopoint turistico, gestito dalla Cosimo de’ Medici e aperto nei mesi estivi, ha chiuso i battenti già dal 15 settembre scorso: così i turisti, a gruppetti, si sono trovati costretti a orientarsi in qualche modo, consultando i cartelli e chiedendo informazioni ai passanti e ai negozianti del posto. E, comunque, il problema non si è limitato alle informazioni turistiche. C’è chi ha raggiunto il sito culturale e lo ha trovato chiuso: è il caso del teatro napoleonico dei Vigilanti, chiuso per ristrutturazione sebbene nessuno - né il Comune né la Cosimo – ne abbia dato alcuna comunicazione. E sebbene sul sito della Cosimo sia pubblicizzata un’apertura fino al 2 novembre, come prevede il contratto di servizio stipulato tra la società partecipata e l’amministrazione comunale. Con uno sforzo in extremis sono state garantite ieri, nel giorno dell’invasione dei crocieristi, due ore di apertura pomeridiane al museo della Linguella. Nei giorni scorsi, invece, il sito è stato aperto solo la mattina nonostante l’apertura pomeridiana prevista fino al 2 novembre.

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Et voilà. I portoferraiesi hanno rivissuto l’esperienza dell’aprile del 2014, l’anno del Bicentenario di Napoleone, quando una valanga di crocieristi francesi, partiti appositamente dalla Corsica, scesero dalla Mega Smeralda di Corsica Ferries e si arrampicarono nel centro storico fino alla villa dei Mulini, per poi trovare i cancelli chiusi. Benvenuti a Portoferraio, dunque: la città dove la volontà di allungare la stagione turistica è inserita tra i temi chiave nel documento programmatico “Traiettorie di sviluppo” e dove l’accoglienza è uno degli asset finanziati dal contributo di sbarco prelevato dalle tasche dei turisti. Ma tra gli obiettivi e la realtà, lo si è visto ieri, la distanza è ancora molta.

«Allungare la stagione è una priorità, così come l’accoglienza nei giorni di accosto delle crociere – spiega l’assessore al turismo, Roberto Marini – avevamo concordato con il cda della Cosimo la necessità di ottimizzare i servizi sulla base degli accosti delle navi da crociera, ma evidentemente si sono create delle difficoltà, qualcosa è saltato».

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La Cosimo spiega. «Potevamo fare meglio in questa giornata particolare, ma si deve tenere conto del contesto in cui lavoriamo». Vittorio Campidoglio, presidente della Cosimo, prova a chiarire le ragioni alla base della chiusura dell’Infopoint, già dal 15 settembre. «Una scelta legata ai costi che stiamo cercando di abbattere – racconta Campidoglio – l’Infopoint è stato un servizio aggiuntivo che abbiamo inaugurato quest’anno per un periodo limitato. Parte del personale ci ha lasciato alla fine dell’estate e purtroppo fare ricorso ai voucher e reperire personale occasionale è più complicato».

Discorso diverso per i Vigilanti, che per contratto doveva restare aperto fino al 2 novembre. «La stagione teatrale parte a dicembre – spiega – il sito ha bisogno di interventi importanti per la sicurezza, per questo abbiamo chiuso. Al tempo stesso, però, abbiamo deciso di ruotare il personale su Fortezze e Forte Falcone, siti nei quali non è più prevista la chiusura settimanale». «Accettiamo le critiche – conclude Campidoglio ma lavoriamo per risolvere dei problemi che si trascinano da anni, soprattutto negli impianti sportivi. E garantire un equilibrio tra i servizi erogati e i costi non è semplice, a meno che non si vogliano creare delle passività come è stato fatto in passato».

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