Gioco
Il mistero dell’incendio nell’antica fattoria romana
San Giovanni: gli archeologi hanno scoperto i resti di un pavimento del I secolo d.C. Ritrovati frammenti di carbone: fu un rogo a causare il crollo del primo piano
PORTOFERRAIO. La rovina della villa rustica romana nella piana di San Giovanni, all’inizio del I secolo d.C., è stata forse causata da un incendio. E anche di vaste proporzioni, al punto da aver comportato il crollo del primo piano, che implose franando su se stesso, in modo non di sicuro omogeneo, tale comunque da riempire la zona di numerosi detriti frammentati.
L'origine del fatto è immerso nel più fitto mistero. Le fiamme sono state generate da eventi naturali oppure da eventi drammatici? E' la domanda alla quale cercheranno di rispondere gli studenti e laureandi delle tre università della Toscana (la Normale di Pisa, Siena e Firenze), alle quali si sono uniti gli atenei di Bologna, Padova e Udine, nel quinto anno della campagna di scavi a San Giovanni. E a pensare che tutto è iniziato nel 2012.
L'obiettivo perseguito era quello di scoprire i resti della lavorazione del ferro di epoca etrusca e romana, che erano stati individuati mediante strumenti che rilevano metalli nel sottosuolo. Però, oltre alle numerosissime scorie di ferro rinvenute, dagli scavi sono emersi anche i resti di quello che fu un grande edificio rurale destinato alla produzione agraria e vinicola, nonché alla conservazione del vino e di altri prodotti. La Villa rustica, appunto, la quale nelle precedenti campagne di scavi è stato appurato appartenesse ai Valerii, potente famiglia aristocratica con grandi interessi economici sia sull'isola, sia sulla terraferma. Gli stessi che erigeranno, dopo cinquant'anni circa, la villa delle Grotte. «Gli studenti – racconta Franco Cambi, il docente dell'università di Siena che coordina lo scavo da quando esso è iniziato – hanno riportato alla luce dei frammenti di pavimento degli ambienti del primo piano, quelli cioè che erano frequentati dai componenti della famiglia. Dalle decorazioni sulle piastrelle si desume la ricercatezza del materiale e anche il livello sociale degli occupanti. Mattonelle che potevano decorare benissimo le case patrizie a Roma. La villa rustica di San Giovanni appare sempre più elegante e decorosa, pur nella sua sobrietà».
Le novità di quest'anno sono anche i carotaggi compiuti sia sul terreno, sia sul fondale marino. «Bisogna pensare – dice ancora Franco Cambi – che il livello del mare era più basso di un metro e mezzo circa». Li ha effettuati Lucas Dugerdil, ricercatore dell'università di Lione (Francia). Dalle analisi dei cilindri di terra prelevati dovrebbe essere ricostruito il profilo ambientale della rada, insieme a utili informazioni sui semi e sulle colture nella piana. Così come dai resti di carbone si potrebbe risalire alle cause che hanno sviluppato le fiamme alla villa, diradando così il mistero. «Rispetto allo scorso anno – dice Chiara Mendolia dell'università di Siena – sappiamo di più sulla villa e sul fatto che a causare il crollo sia stato un incendio». Sara Branchini dell'università di Bologna: "I muri perimetrali in argilla sono crollati, altri cotti. Il nostro obiettivo è capire come erano divisi gli ambienti fra loro e ridisegnare la planimetria». «Senza dubbio – aggiunge Alessandro Bertin, dell'università di Padova – questo è il primo insediamento della famiglia in zona. I proprietari poi si sposteranno sul promontorio delle Grotte. La villa era sfruttata sicuramente per fini agricoli - conclude - e anche per risorse marine, visto che abbiamo rinvenuto dei piombi che erano usati per tener ferme le reti da pesca». Lo scavo si concluderà il 22 ottobre.
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