Il Tirreno

Un viaggio nel 1916, a Capoliveri apre la scuola elementare

di Stefano Bramanti
Un viaggio nel 1916, a Capoliveri apre la scuola elementare

La Fortezza ha rievocato l’inaugurazione di cento anni fa Tanti bambini nel rione tornato all’epoca delle miniere

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CAPOLIVERI. In archivio, per il rione Fortezza, una Festa dell'uva 2016 di soddisfazione. Tre premi ricevuti e il secondo posto nel trofeo Bacco. «In effetti, – dice Fabrizio Fasolino, conduttore del borgo insieme alla moglie Angelica – sono state nostre le gare di venerdì insieme al Fosso, poi il premio Slow Food per il miglior piatto, "Gnocchi al sugo di gallo" e quello “Continuità” nell'ambientazione storica del rione. Un ottimo bottino per i nostri 150 contradaioli. Grazie ai bimbi, visto il tema che abbiamo scelto». La Fortezza ha infatti portato in scena il 1916 a Capoliveri, quando fu inaugurata la scuola elementare. «La bambina Greta Melis ha recitato la lirica di Ada Negri, "Morte in miniera" e determinante è stato il recupero da parte di Gliulio Scattu delle pagelle di 100 anni fa e poi Francesca, Lucia, Ilaria hanno dipinto la ricostruzione del palazzo. Ma siamo contenti anche per la vittoria della Torre, sappiamo del loro grande lavoro».

Gli animatori del rione della Fortezza hanno compiuto accurate ricerche per documentare le scene dell'epoca, affidandosi all'archivio storico comunale gestito da Gloria Peria. È stato consultato anche l'antico periodico Il Popolano del Foresi. La cantina, la Fortezza, l'affida da 21 edizioni a Lorenzo Puccini, in grado di stupire il noto enologo Meletti Cavallari, in giuria, col vino novello prodotto durante l'evento. E nel borgo trasformato l'animazione è stata grande: vari bambini, abituati a fare la vendemmia e partecipare ai lavori della cantina, non la intendevano di andare a scuola, nemmeno all'inaugurazione voluta dal sindaco Ezio Luperini. Il corteo arriva alla scuola nuova e l'avvocato Damiani fa l'orazione lodando l'ingener Pullè e l'impresario Carmani e la bambina legge la poesia. Grandi applausi e grande rinfresco per tutti, infine pranzo a casa del sindaco per le autorità. «Molto significativo- fa notare Michelangelo Venturini, creatore della manifestazione - e commovente vedere nella sfilata del rione in piazza, la bandiera italiana portata da Valentino, un romeno. Questa è l'unità che esiste tra noi. Oltre quella tra i paesani, c'è quella con le altre etnie». «Alessia Conte - conclude Fasolino- ha condotto magistralmente la giuria nel borgo. Un evento unico sostenuto con 2500 euro a rione dal Comune, ma il Consiglio comunale potrebbe farsi sentire di più anche nella Festa e sarebbe il caso di far entrare nel rione trasformato, tra gli ospiti, non solo le autorità, ma, sorteggiandoli, anche una decina di paesani. Potrebbero così vedere la migliore ricostruzione storica, prima della magnifica e festosa invasione di migliaia di visitatori».

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