Gioco
Sparviero centrato da una fucilata
Rapace al Cruma Lipu di Livorno, non volerà più. Bacci (Wwf): «Cittadini e cacciatori ci aiutino a dire basta»
PIOMBINO. Primo abbattimento ufficiale di uno sparviero in Val di Cornia. Reato di bracconaggio, oltre che atto di inciviltà: l’ennesimo.
Il rapace è stato colpito mercoledì scorso sul Promontorio di Piombino e fortunatamente trovato da qualcuno che l’ha voluto soccorrere.
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Su segnalazione, i volontari del Comitato Wwf Val di Cornia lo hanno recuperato. «Aveva ferite d’arma da fuoco – racconta Michele Bacci, consigliere Wwf Livorno – Ci risiamo col bracconaggio anche qui con questo rapace colpito durante l’esercizio venatorio, quasi un triste, consueto abbattimento autunnale di un rapace particolarmente protetto...».
«Questo sparviero – prosegue Michele Bacci – è stato trovato impallinato in zona Diaccioni. Inizialmente è stato consegnato ad uno studio veterinario locale, poi lo abbiamo portato al Cruma (Centro recupero uccelli marini e acquatici) di Livorno. Qui il 65% degli uccelli che arrivano presenta ferite da arma da fuoco. I veterinari – dice ancora Bacci – hanno stabilito che un pallino ha provocato una brutta frattura al gomito sinistro e, forse, non potrà più volare. Ogni anno, in Italia, vengono abbattuti illegalmente a fucilate circa 8 milioni di uccelli selvatici appartenenti a specie protette». Di pochi giorni fa una sentenza storica al tribunale di Livorno, per l’unico bracconiere identificato, che con una fucilata ha ucciso quasi quattro anni fa, il 13 ottobre 2012, due ibis eremita a San Vincenzo, condannato al pagamento di 2mila euro (pena sospesa) e licenza di caccia revocata.
«Tanti animali protetti vengono colpiti e neppure trovati. Un caso eccezionale identificare i bracconieri – sottolinea Michele Bacci – ecco perché facciamo appello alla cittadinanza affinchè chi compie crimini contro il nostro patrimonio ambientale venga isolato, stigmatizzato e denunciato»
Grande preoccupazione visto che, oltre tutto, siamo appena all’inizio della stagione venatoria. «Sollecitiamo il sostegno anche dalle associazioni dei cacciatori – riprende Michele Bacci –perchè si dissocino una volta per tutte da tali reati e denuncino tali vili atti, che gettano cattiva luce verso la categoria. Confidiamo nel buon senso delle persone e nella capacità di comprendere – ricorda Bacci – la grande importanza dei rapaci nella catena alimentare e nell’equilibrio ambientale, in modo che il comportamento di pochi non pregiudichi quanto di positivo è stato fatto in questi anni per la tutela ambientale».
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