Il Tirreno

Si faranno due Case della salute

di Valeria Parrini
Si faranno due Case della salute

Una in via Veneto, una al Perticale. Presentato il progetto in commissione consiliare. Ecco come funzioneranno

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PIOMBINO. Casa della salute, Anzi, case. Perché a Piombino se ne faranno due. La direzione Ausl Toscana Nord Ovest e l’amministrazione comunale hanno appena presentato il progetto in commissione consiliare.

Cosa sono. Le case della salute sono edifici in cui confluiscono i medici di medicina generale (i medici di famiglia, per capirsi), alcuni specialisti, servizi di diagnostica di base e amministrativi. Obiettivo, una gestione integrata delle prestazioni. «Una presa in carico del paziente» come si usa dire ora, «delle cronicità, delle fragilità e della non autosufficienza».

Le adesioni. Si sono dichiarati disponibili 26 dei 28 medici presenti a Piombino, uno dei quali non associato ad altri colleghi. Stabiliranno la loro sede principale ma potranno optare anche per una presenza nell’altra Casa della salute. Un po’ come fanno adesso i professionisti che di ambulatori ne hanno due.

Verrà stipulata una convenzione con cui i medici si impegneranno a pagare un canone di affitto calcolato sulla base di tabelle specifiche e del numero dei loro assistiti.

Dove. Si era partiti da un megaprogetto presentato nell’estate 2013 col taglio del nastro previsto tre anni dopo. Il luogo per una costruzione ex novo era stato individuato a Montemazzano. Dove c’è il campo di calcio. Dopo una serie di ipotesi che prevedevano il riutilizzo di edifici di proprietà Asl o comunale in cui concentrare un’unica struttura, si è arrivati alla duplicazione.

Una delle due case sarà ricavata in via Veneto (distretto Città vecchia)e sarà la principale. L’altra al Perticale. L’operazione prevede lo spostamento di alcuni dei servizi che attualmente vengono svolti in quei locali. Una specie di gioco a incastro che dovrebbe offrire una migliore funzionalità.

Via Veneto. Qui sorgerà la casa della salute standard, funzionante 24 ore in quanto ospiterà anche la guardia medica. Qui troveranno spazio 3 o 4 gruppi di medici di medicina generale, infermieri, personale di studio e amministrativo, il geriatra e altri specialisti non ancora indicati, la diagnostica di primo livello, servizi sociali, punto prelievo e Punto insieme.

Perticale. La struttura avrà le caratteristiche della casa della salute di base, caratterizzata dalla presenza di un massimo di 3 gruppi di medici associati, infermieri secondo gli standard della sanità d’iniziativa, personale di studio, odontoiatra, segretariato sociale. Al Perticale l’attività si fermerà alle 12 ore.

Spostamenti. Per adeguare i due edifici alle nuove destinazioni, si rendono necessari alcuni trasferimenti di funzioni. L’Unità salute mentale lascerà via Veneto e andrà in via Boncompagni. Lì confluiranno anche i servizi per infanzia, adolescenza e il consultorio, adesso ospitati al Perticale. In via Boncompagni dovrebbero trasferirsi anche i 4 pediatri che hanno chiesto, come precondizione, di avere ciascuno un proprio ambulatorio. Elemento che l’Asl è pronta a inserire in convenzione.

Anche il servizio tossicodipendenze lascerà via Veneto per finire a Villamarina, nell’area dell’ex magazzino economale, dove è presente un’area ancora a grezzo potenzialmente riutilizzabile.

Tempi e costi. L’intera operazione costerà due milioni e 204 mila euro. L’importo è già finanziato. Serviranno sei mesi per passare alla progettazione definitiva e all’assegnazione degli appalti. L’Asl stima che entro due anni i due contenitori possano funzionare.

La decisione finale è nata sulla scorta di studi di fattibilità che hanno incluso i dati sulla frequentazione degli ambulatori, (sia per le prescrizioni che per le visite), i flussi di traffico e la situazione parcheggi.

Ha avuto il suo peso nell’opzione di riutilizzo di edifici esistenti il fatto che il mercato immobiliare non avrebbe garantito la vendita a cifre congrue con cui finanziare la costruzione di un’unica struttura ex novo. O, comunque, unica. Quest’ultima ipotesi è privilegiata dalle direttive nazionali e regionali anche per una questione di contenimento dei costi di gestione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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