Il Tirreno

La ex Lucchini ha iniziato a demolirsi da sola. Cadono vetri e pezzi di lamiera

Uno degli edifici di via Portovecchio dal quale cadono vetru
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Uno degli edifici di via Portovecchio dal quale cadono vetru

Il caso di via Portovecchio, diventata molto pericolosa

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PIOMBINO. Chissà se la demolizione della vecchia fabbrica, ormai ridotta in gran parte a un ammasso di lamiere rugginose, muri cadenti e, purtroppo, anche grosse quantità di amianto (nella ex cokeria ce ne sono qualcosa come 8000 tonnellate), sarà completata.

Certo è che la vecchia fabbrica, sarà per dare un simbolico segnale?, ha già iniziato a... demolirsi da sola.

Succede in via Portovecchio, la strada che arriva al porto passando fra i capannoni. Una strada che, con il tempo e l’abbandono, sta diventando sempre più pericolosa. Certo non è via da passeggio, ma certo i rischi ci sono.

A denunciarli sono quelli di Spirito Libero, con Andrea Fanetti. Hanno realizzato un dossier, con tanto di foto, che non lascia molto spazio a interpretazioni.

«Riteniamo doveroso - scrivono - , evidenziare una situazione che sta progressivamente peggiorando: parliamo dello stato di via Portovecchio, dove ci sono diversi elementi di pericolo per il traffico e le persone, dovuti al deteriorarsi delle strutture in metallo e vetri della ex-Lucchini che possono cadere sulla strada la quale, su quel lato non ha marciapiedi. La situazione è evidente e non ci inventiamo nulla, ma vorremmo sollecitare le istituzioni ad intervenire verso la nuova proprietà, affinchè provveda a demolire nel più breve tempo possibile queste strutture; a nostro avviso, ciò sarebbe un segnale importante da parte di Aferpi, che non è certamente responsabile di questo degrado, dal momento che è arrivata ora, mentre la situazione è così da tanto tempo».

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«In via Portovecchio, in quei trecento metri, transitano molti mezzi da e per il porto, oltre ad un numero minore di auto che entrano ed escono dalla direzione Arcelor Mittal; ne guadagneremo in sicurezza che è la cosa più importante, ma anche in immagine verso i turisti che si trovano a passare nel confine tra due stabilimenti: non immaginiamo pensare a cosa accadrebbe in caso di distacco di un pezzo che cadesse su una macchina in corsa o peggio ancora su dei motociclisti, magari in piena estate, provocando danni alle persone e blocco del traffico. È il classico esempio valido per qualsiasi privato che ha la sua casa o i suoi terrazzi, che si affacciano su un'area pubblica (strada, marciapiede, piazza) e che giustamente è tenuto a intervenire in caso di pericolosità, tipo cedimento di un intonaco o una finestra pericolante».

I casi a rischio.

1) Non esiste banchina o marciapiede, e molte parti di vecchi telai e lamiere, sono poste in alto e possono cadere quasi perpendicolarmente alla strada; in molti casi infatti, il muro non fa da contenimento e le vecchie carpenterie stanno cedendo. La caduta dei vetri è direttamente sulla strada; talvolta sono collocati all’altezza di un secondo piano di un edificio.

2) Anche dove la situazione sembra migliore, c’è un’usura evidente sia dei pannelli di lamiera, che della fascia superiore, come già segnalato e prontamente rimossa; non c’è il cedimento delle bullonerie, quanto della lamiera stessa, che è rugginosa e deteriorata. In molti punti anche il muro rischia di cadere, insieme ai sostegni delle finestre.

3) Inoltre c’è la grande gru che staziona a seconda del vento sopra via Portovecchio a completare i rischi di una strada che è importante per i flussi dal porto e non solo.

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di Redazione web