Sicurezza
“Solidarietà” per tutti, passa la linea del sindacato
Trovata l’intesa: 150-200 euro in più per i 719 lavoratori che entreranno a novembre La soddisfazione di Fim, Fiom e Uilm: «Abbiamo sempre voluto tutti sullo stesso piano»
PIOMBINO. Sui contratti di solidarietà c’era già un’intesa di fondo “benedetta” dal Governo, ma ieri sindacati e azienda hanno formalizzato l’accordo che riporterà in Aferpi gli ultimi 719 lavoratori in cig entro il primo novembre (e non il 6 come previsto), con stipendi maggiorati di una cifra compresa tra i 150 e i 200 euro.
Dopo gli incontri serrati degli ultimi giorni ieri il confronto decisivo, in cui l’azienda ha deciso di ritirare la richiesta di cassa integrazione che per ragioni di tempo era obbligata a presentare per non perdere il diritto alla cig.
Evidentemente soddisfatti i sindacati, ma anche l’azienda con l’ad Fausto Azzi che ha spiegato come «il nostro interesse primario sia dare lavoro alla città e al territorio. Abbiamo preso atto della totale chiusura del sindacato a ipotesi diverse dalla solidarietà, e pure della chiara volontà del governo a sostenere questa soluzione e abbiamo sottoscritto un’intesa che ritengo sia un segnale di fiducia per tutti, e in primo luogo per i lavoratori».
Ovvio che non tutti i dipendenti entreranno subito nelle rotazioni (sono 500 circa quelli che vengono dall’area a caldo), ma nel disegno aziendale saranno presto impegnati – se il progetto complessivo troverà i finanziamenti entro fine anno – nel lavori di demolizione della vecchia acciaieria e di ricostruzione dei nuovi impianti.
Il capo del personale Aferpi, Riccardo Grilli, punta comunque l’attenzione «sulla necessità delle risorse per la formazione del personale, i corsi si possono svolgere anche in solidarietà». Tema che tocca da vicino la Regione, con cui presto ci saranno confronti diretti sul punto.
«I contratti di solidarietà – dice Luciano Gabrielli, segretario Fiom – sono il segno che si crede nel piano industriale nel suo complesso. Noi siamo convinti che si deve andare avanti con questo progetto, ora tutte le parti devono impegnarsi per concludere il lavoro sui finanziamenti».
Fausto Fagioli, segretario Fim, vuol ricordare «l’impegno del sindacato fin dall’inizio a tenere tutti i lavoratori sullo stesso piano, da quando ci opponemmo con successo al progetto iniziale che prevedeva 300 esuberi. Ora avanti col lavoro, questo piano è l’unico in grado di portare con sé anche lavoro per l’indotto».
«Al centro di ogni possibile accordo abbiamo sempre messo l’occupazione - puntualizza Vincenzo Renda, segretario Uilm - Per mesi abbiamo chiesto che, col passaggio di proprietà, tutti i lavoratori fossero assunti attraverso contratti di solidarietà, perché più vantaggiosi e garanzia di continuità produttiva. Oggi finalmente anche l’azienda ha capito che il sindacato mai avrebbe accettato lavoratori in cassa integrazione. Importante anche il passo del governo che è passato da buoni propositi ai fatti - conclude Renda - fino alla concessione dei cosiddetti certificati bianchi».(cloz)
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