Il Tirreno

Ok da Firenze all’integrazione dei contratti di solidarietà

di Cristiano Lozito
Ok da Firenze all’integrazione dei contratti di solidarietà

Intanto Aferpi si dice «fiduciosa» per una soluzione al problema del circolante Via al contratto da 60mila tonnellate per le ferrovie iraniane e al nuovo accordo con Rfi

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PIOMBINO. Ieri il consiglio regionale ha approvato, col voto favorevole del gruppo del Pd e quello contrario delle opposizioni (Si Toscana, 5 Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega nord) la variazione di bilancio che contiene l’integrazione regionale dei contratti di solidarietà, che interessa Aferpi e Magona in modo particolare.

Intanto in Aferpi la soluzione per il “circolante” pare più vicina, mentre quella per il sostegno al piano industriale resta affidata a una due diligence che si aprirà nei prossimi giorni e per la quale l’azienda ieri ha confermato di aver già pronta tutta la documentazione.

Sulla questione più urgente, quella di trovare una trentina di milioni che consentano di procedere con meno affanno all’acquisto dei semiprodotti per i laminatoi (peraltro tutti in funzione in questi giorni anche se non a pieno regime), l’azienda infatti si dice «fiduciosa» di una soluzione a breve, prima cioè dell’incontro al Mise, che i sindacati ipotizzano per il 4 o il 6 ottobre in cui dovranno essere precisati il cronoprogramma degli interventi in fabbrica e i termini dei contratti di solidarietà su cui comunque c’è un accordo sostanziale.

Le posizioni tra Governo e azienda restano comunque le stesse: il Mise conferma il suo sostegno nella ricerca del credito ma chiede che Issad Rebrab dimostri coi fatti il suo impegno, Aferpi è infastidita per l’uscita pubblica della viceministra Teresa Bellanova che chiedendo al patron di arrivare al dunque mettendo soldi freschi in azienda, non avrebbe favorito il lavoro intenso di questi giorni con le banche.

Perché tutta l’operazione si regge su due elementi, entrambi legati agli accordi con le banche: la continuità produttiva che necessita del “circolante”, e gli investimenti nel piano per acciaieria e treno rotaie legati all’esito della due diligence per la quale occorrerà all’incirca un mese.

Ieri intanto sul proprio sito online, Aferpi ha annunciato «l’entrata in forza dei contratti realizzati negli ultimi mesi con le Ferrovie iraniane Rai e i loro principali general contractor per oltre 60.000 tonnellate da fornire entro il primo semestre 2017. Il primo lotto – dice l’azienda – andrà in produzione a ottobre in contemporanea all’ultimo lotto di fornitura delle oltre 20.000 tonnellate di rotaie contrattualizzate per il “progetto Baskentry” Turchia. A queste forniture va ad aggiungersi la nuova aggiudicazione di Rfi (Rete ferroviaria italiana) di oltre 35.000 tonnellate di rotaie fino a 36 metri. Nel contempo con le Ferrovie Svizzere Sbb è stata formalizzata l’estensione di validità del contratto in corso sino al 2019 per la fornitura della totalità dei fabbisogni di rotaie Std».

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