Il dolore
Migranti protestano sulla Geodetica
Traffico rallentato una mezz’ora in polemica per la scarsa qualità del cibo. Poi le scuse e il rientro al centro di Guinzane
PIOMBINO. «La strada Geodetica è bloccata, una ventina di migranti protestano, con delle pentole...». Stoppato il bus Tiemme, automobilisti in allarme intorno alle per il timore di restare intrappolati; presto si scoprirà che queste persone, 19 per la precisione (ferme al varco del tutor sulla strada Base Geodetica a ridosso di Perelli 1, dove le auto rallentano per forza) vogliono solo parlare per far presente un disagio, la scarsa qualità del cibo che, pare, vorrebbero prepararsi sempre da sé.
Arrivano carabinieri e polizia, su chiamata di automobilisti e del centro profughi di Guinzane da dove la protesta è cominciata appena arrivate da Piombino le pentole col pranzo. Passano 40 minuti, la situazione rientra, e i profughi, donne e uomini, che si sono scusati per aver rischiato di intralciare il traffico, vengono scortati al centro. «Spesso le proteste partono dal cibo nascondendo altri disagi – dice Mauro Andreini, presidente di Xenia, società che gestisce Guinzane – ma nessuno riesce a darmi spiegazioni. Certo è che i problemi vanno risolti all’interno del centro, non sulla strada dove si possono creare problemi al traffico mettendo a rischio la sicurezza. Del cibo – aggiunge Andreini – e cioè di catering e gestione logistica si occupa la proprietà di Guinzane; il cibo è buono, controllato anche dai mediatori. Col tempo abbiamo fatto partecipare i ragazzi alla selezione del menu e la domenica li facciamo cucinare, per sicurezza, alla presenza di un mediatore. Alla fine si sono resi conto che, con un’azione di questo genere, avrebbero provocato una serie di attacchi alla loro accoglienza in questi territori, aprendo il fianco proprio a chi vorrebbe solo rimandarli a casa. Voglio ringraziare comunque le forze dell’ordine per la sensibilità dimostrata e in particolare il vicecommissario Gaetano D’Acunto».
«Una cosa simile non era mai accaduta – sottolinea Andreini – e per il cibo basta spiegarsi durante gli incontri con le due ragazze del catering. Ora sarà necessario capire quale malessere esiste davvero; nostro primo compito è proprio stabilire cos’è che non funziona».
«I ragazzi – continua Andreini – hanno capito che non possono protestare così, ma magari rivolgendosi ai mediatori, alla coordinatrice, o direttamente scrivendo alla prefettura. Al centro c’è sempre qualcuno, anche di notte».
«A Guinzane – interviene l’assessora al sociale Margherita Di Giorgi – guidato dalla cooperativa Xenia, ultima arrivata cronologicamente nella gestione di questi centri, ci sono 26 migranti, cinque donne e una bambina di un anno e mezzo. La Croce rossa – dice l’assessora – si occupa di Franciana, dove gli ospiti sono 49 e delle Caravelle (Torre Mozza) dove di recente si è passati da 180 a 207 persone. Alle Pianacce, gestione cooperativa azione sociale Palermo sono in 20. In tutto 302: di numeri e destinazioni si occupa la Prefettura che provvede alle assegnazioni». Dunque nessun rapporto tra Comune e associazioni, né verifiche o controlli. «Però – spiega Di Giorgi – stiamo lavorando con la Croce rossa e con l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano su un progetto, per inserire questi ragazzi migranti in lavori socialmente utili su base volontaria nel contesto cittadino; non c’è modo migliore nel cammino dell’autonomia e dell’inserimento. A Piombino si stanno già ottenendo ottimi risultati coi cinque minori ospiti in un appartamento in via del Desco, con la gestione della coop Cuore: stanno facendo esperienze di lavoro come idraulici o gommisti».
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