Sicurezza
Seimila bottiglie di brut prodotte sull’isola
RIO MARINA. Un brut di qualità prodotto con 6000 bottiglie l’anno. È questo il primato che può vantare l’azienda agricola “Le Sughere del Montefico” che si trova nella zona di Rio Marina, con la...
PORTOFERRAIO. Nuovo anno scolastico, vecchi problemi. Gli alunni dei licei Foresi sono tornati in classe solo da oltre una settimana e sono già alle prese con le solite criticità: da una parte la carenza di docenti all’inizio dell’anno, gli orari ridotti e i doppi turni di lezione. Dall’altra con il dilemma della nuova sede del Foresi, da anni al centro di uno stucchevole tormentone. L’ultimo capitolo della vicenda l’ha regalato l’assessore regionale all’istruzione Cristina Grieco che ha annunciato, forse definitivamente, la retromarcia sul polo scolastico delle Ghiaie (nell’ex caserma Teseo Tesei) a favore di un nuovo polo nei locali degli ex Macelli o a Concia di Terra. Ma la nuova soluzione non convince tutti.
La Fondazione sta con le Ghiaie.
Alberto Nannoni, responsabile della commissione infrastrutture della Fondazione Isola d’Elba ritiene un errore abbandonare il progetto della Teseo Tesei. «Abbiamo appreso dalla stampa che l’ipotesi più gettonata per la realizzazione del nuovo polo scolastico di Portoferraio è località Concia di Terra. L'ex caserma della Finanza alle Ghiaie sembra essere stata scartata per motivi di costi – spiega Nannoni – Il fatto suscita molte perplessità. Il Comune di Portoferraio ha un enorme patrimonio immobiliare, prevalentemente abbandonato all'incuria ed al degrado, così rendendo desolante l'aspetto di molte parti della città (per citarne solo alcune: le Galeazze, il vecchio ospedale, i Padiglioni, le ex Poste, i magazzini alla Gattaia ed altri). Anche l'ex Caserma della Finanza fa parte di questa “indecente” lista. Un possibile ed auspicato riutilizzo di questo complesso viene scartato in favore di nuove costruzioni, con un approccio concettualmente deleterio e senza che ne siano spiegati i motivi tecnici. Una saggia amministrazione dovrebbe privilegiare ad ogni costo il riutilizzo dell'esistente; politici ed amministratori che evitano questa scelta si addossano gravi responsabilità. E non si pongano fantasiosi problemi tecnici come alibi perché oggi sono disponibili metodologie con cui recuperare ogni sorta di immobile ovunque sia e di ogni età».
«Operare ulteriori scelte – insiste Nannoni – oltre quelle già effettuate in amministrazioni precedenti, che svuotano il centro significa proseguire una scelta omicida verso il centro città. Forse questa Amministrazione ha in mente un diverso utilizzo dell'ex caserma; se così fosse ne renda cortesemente edotti i cittadini».
Didattica al rallentatore. Mentre la disputa urbanistica va avanti, i ragazzi si trovano in questi giorni nelle classi di immobili scolastici in avanzato degrado. E, peraltro, solo “part-time”. In attesa delle convocazioni rivolte agli insegnati supplenti, destinate a colmare (almeno in buona parte) le cattedre ancora vacanti, gli studenti del Foresi stanno svolgendo un orario ridotto. Due e tre ore nelle classi dei licei, tranne nelle quinte (4 ore), due ore al Brignetti, fatta eccezione per le classi quinte dove gli alunni stanno in classe per quattro ore. Un inizio lento che, presumibilmente, andrà avanti ancora per giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
