Il Tirreno

Aferpi ancora al lavoro per ottenere il credito

di Cristiano Lozito
Aferpi ancora al lavoro per ottenere il credito

Servono 30 milioni per il circolante, Azzi cerca una soluzione con le banche Sui finanziamenti al piano risposte nel giro di un mese con la due diligence

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PIOMBINO. Non è ancora stata fissata la data per l’incontro al Mise tra Aferpi, istituzioni e sindacati, dopo lo slittamento dell’appuntamento fissato per ieri e poi annullato domenica su richiesta dell’azienda.

La nuova data è attesa per oggi ma in ambienti sindacali viene dato per scontato che non si andrà oltre la prossima settimana.

Ieri in azienda telefoni muti, ma del resto il momento è delicato, e pubblicamente nessuno si sbilancia.

Ma fonti qualificate riferiscono che in realtà anche ieri Aferpi ha proseguito nel lavoro con le banche per ottenere i finanziamenti necessari al circolante, una cifra intorno ai 30 milioni che garantirebbe l’acquisto di semiprodotti e l’attività dei laminatoi.

In ambienti sindacali circola la tesi che il lavoro dell’ad Fausto Azzi abbia avvicinato l’azienda a un risultato positivo sul piano finanziario, così che la richiesta di slittamento dell’incontro di lunedì avrebbe il solo significato di evitare un altro confronto interlocutorio al Mise (specie dopo l’ultimatum di Teresa Bellanova nell’incontro pubblico del Phalesia, quando la viceministra in pratica spiegò che il Governo sostiene Aferpi, ma che Issad Rebrab deve mettere altri soldi nel progetto) e di prendere i giorni necessari per presentarsi con un risultato.

Sempre dal sindacato filtra però, dopo gli incontri con l’azienda sui contratti di solidarietà della scorsa settimana, un’altra interpretazione sulle ragioni dell’annullamento dell’incontro fissato per il 26, incassato con fastidio sia da Bellanova che dalle istituzioni locali, anche per i modi con cui si è consumata la richiesta di Aferpi, durante il weekend, a poche ore dall’appuntamento: secondo questa interpretazione, dunque, in Aferpi ci sarebbe a dir poco insoddisfazione per il tempo passato invano da quando il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda aveva promesso un sostegno al credito da parte di Sace, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti.

La partita grossa comunque, quella dei finanziamenti in grado di sostenere il piano industriale e in particolare la realizzazione di acciaieria e treno rotaie (circa 500 milioni) si giocherà nel giro di un mese o poco più quando si concluderà la due diligence, in pratica la messa a disposizione delle banche (o meglio di una società da loro individuata per questo compito) di tutte le informazioni sul piano industriale e sulla situazione aziendale, elementi in grado di chiarire se il progetto nel suo complesso è finanziabile in virtù del giudizio sulla praticabilità e sostenibilità economica, sullo stato di avanzamento delle autorizzazioni, su tutto ciò che può rispondere alla domanda di fondo delle banche, e cioè se Aferpi è in grado di stare su un mercato di per sé molto complesso e in continua mutazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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