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«Intanto ci venga restituito il tfr»

«Intanto ci venga restituito il tfr»

Secondo la minoranza sindacale serve anche un referendum sul piano

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PIOMBINO. «Il “decisivo” incontro di lunedì 26 al Mise è saltato. È saltato perché Rebrab non ha i soldi, e ha chiesto ancora tempo per trovarli. Eppure sono due mesi che sapeva di doversi presentare a questa scadenza».

Così si esprime il Camping cig appena saputo dello slittamento dell’incontro al Mise, criticando anche il Governo, «che nella sua eccessiva accondiscendenza ha accettato il rinvio, senza fissare nessun termine ultimativo. Cosa facciamo, aspettiamo i comodi di Rebrab?».

Camping cig dunque sostiene «che i lavoratori non possono continuare a pagare le conseguenze di questo ulteriore, ennesimo, scontato ritardo; i tempi si allungano e diviene sempre più difficile continuare ad andare avanti con le misere risorse degli ammortizzatori sociali. Chiediamo con forza che almeno ci venga dato quanto è nostro di diritto. vogliamo che ci venga immediatamente corrisposto il tfr».

Critiche anche all’atteggiamento del sindacato, fino a sostenere che «a questo punto della vicenda se c’è l’accettazione del nuovo piano di Aferpi allora bisogna dire che le condizioni sono cambiate ed è necessario ridiscuterne i termini con tutti i lavoratori coinvolti e sottoporlo a una nuova valutazione e a un nuovo referendum, indotto compreso ».

Inoltre secondo Camping cig «visti i ritardi accumulati e le evidenti responsabilità dell’imprenditore, va obbligato a rinunciare alla clausola della legge Marzano che lo svincola, al termine di due anni dopo la firma (e cioè primo luglio 2017) dagli obblighi del mantenimento dei livelli occupazionali e delle lavorazioni stabilite all’atto della vendita». Insomma «che non pensi – è la conclusione – di licenziarci a partire da quella data».

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