Foresi, studenti archeologi alla fattoria romana
Gli alunni del liceo di Portoferraio parteciperanno agli scavi a San Giovanni La campagna di Aithale nella tenuta Gasparri è ripartita da giorni
PORTOFERRAIO. Cinque studenti del Foresi per quindici giorni (saranno poi sostituiti da un altrettanto gruppo di ragazzi per lo stesso periodo di tempo) si recheranno, ogni mattina, allo scavo archeologico di San Giovanni.
L’obiettivo è offrire il loro servizio al direttore del sito e ai suoi diretti dipendenti, per fare completa luce sull'origine e le finalità della villa rustica sulla piana di San Giovanni. L'iniziativa va inserita nel quadro delle proposte formulate dal Miur su scuola-mondo del lavoro.
Così, dopo l’accordo raggiunto tra dirigenza scolastica del Foresi e Corsica Ferries, che ha consentito l’effettuarsi di uno stage di due settimane sulla nave “Mega Express Five” della Corsica Sardinia Ferries attraverso una convenzione e uno specifico piano formativo, ecco che si profila quest’altra proposta per gli studenti del Foresi, sempre nell'ambito di un'esperienza di alternanza scuola-lavoro. «L’alternanza scuola-lavoro – dice Carlo Anselmi, il docente che si occupa di questi rapporti tra studenti e mondo del lavoro – è rivolta agli studenti delle classi terze e quarte di ogni indirizzo di studio. Si tratta di una modalità didattico - formativa trasversale a tutti i canali del sistema scolastico formativo, che si avvale di strumenti anche molto diversi tra loro, come periodi di aula, attività di laboratorio, tirocini e visite aziendali, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti a una concreta realtà di lavoro, valorizzando l’esperienza lavorativa come mezzo per favorire lo sviluppo personale, sociale e professionale dei giovani».
Anziché recarsi in classe i cinque ragazzi raggiungeranno gli scavi a San Giovanni e cercheranno di portare a termine il lavoro loro assegnato. Anche lo scorso anno un gruppo di studenti del Foresi sostenne la medesima iniziativa, raggiungendo gli obiettivi prefissi. «Si farà lo stesso anche quest’anno – aggiunge ancora il docente – per questi ragazzi che amano scoprire e contribuire a ricostruire la storia antica del loro territorio e dell'isola tutta. Senza dubbio anche loro hanno concorso nel far emergere dal sottosuolo i resti dell'edificio rurale destinato alla produzione agraria e vinicola, nonché alla conservazione del vino e di altri prodotti. Grazie a queste ricerche del professor Cambi - conclude - è stato possibile scoprire che i proprietari della villa e della fattoria furono i Valerii, potente famiglia aristocratica con grandi interessi economici sia sull'isola sia sulla terraferma».
Gli scavi di San Giovanni sono sostenuti da Chiara, Raffaella e Paolo Gasparri, l'associazione di promozione sociale "Archeologia Diffusa", Italia Nostra, Fondazione Isola d'Elba, azienda agricola Arrighi, Coop Portoferraio, Moby Lines, Assoshipping Isola d'Elba e l'assessorato alla cultura del Comune di Portoferraio.
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