Il Tirreno

Aferpi conferma: acciaio a inizio 2019

di Cristiano Lozito
Aferpi conferma: acciaio a inizio 2019

Domani presentazione del cronoprogramma. “Solidarietà” per tutti ma per chi viene dall’area a caldo rotazioni solo dopo la formazione

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PIOMBINO. Domani al Mise torna in discussione il piano industriale di Aferpi: a Roma l’azienda è chiamata a illustrare il cronoprogramma, evidentemente rinnovato rispetto a quello del giugno 2015.

Tutti i piani sono slittati almeno di un anno, le difficoltà in Algeria del patron Issad Rebrab hanno rallentato fin qui la società rispetto agli impegni sul fronte degli investimenti, ma anche su quello della continuità produttiva, con impianti che hanno funzionato quasi esclusivamente a singhiozzo.

Adesso sono in vista tre mesi decisivi: il piano che verrà presentato domani non prevede la possibilità di altre modifiche successive, pena la patente di inattendibilità che prevedibilmente chiuderebbe le porte a qualsiasi ipotesi di sostegno finanziario da parte della banche.

Quello dei finanziamenti resta il punto cardine su cui si giocherà la partita: fonti aziendali riferiscono che i contatti in corso con le banche rafforzano la convinzione di portare a casa un risultato entro la fine dell’anno, resta il fatto che come ha ribadito di recente la viceministro Teresa Bellanova, per ottenere il sostegno del Governo con gli istituti di credito occorre che Rebrab metta denaro fresco nell’operazione.

Si parla di una cifra intorno ai 40 milioni che sarebbe sufficiente a far scattare finanziamenti in grado di garantire sia la continuità degli investimenti che quella produttiva. Per entrare “in officina” e iniziare la realizzazione di acciaieria elettrica e treno rotaie, Sms entro fine anno chiede garanzie che Cevital ha promesso di poter mostrare anche nell’ultimo incontro col ministro Carlo Calenda.

Domani allora ci si attende un cronoprogramma che preveda slittamenti di un anno circa rispetto a quello dell’anno scorso per l’acciaieria, ma comunque in linea con le ultime dichiarazioni aziendali, che fissano l’avvio della produzione all’inizio del 2019. Nel piano ci sarà un forno, ma la predisposizione per due, lunedì si capiranno i tempi per agroalimentare e logistica che porteranno ognuno 300-350 posti, con ipotesi rispettivamente per 2020 e 2022.

Intanto il confronto di questi giorni tra azienda e sindacati ha finito per consolidare quello che era già un accordo di fondo sulla solidarietà per tutti i 719 lavoratori che entreranno in Aferpi entro il 6 novembre. La sintesi è che la stragrande maggioranza di loro provenienti dall’area a caldo(oltre 500) entrerà nelle rotazioni solo dopo la necessaria formazione.

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