La manifestazione
Mosca olearia, danni ingenti
In Val di Cornia attaccate il 50% delle piante. Ma dove si è intervenuti in tempo produzione di qualità
CAMPIGLIA. La mosca olearia ha attaccato gli oliveti della Val di Cornia. Lo ha fatto a luglio e ha provocato danni piuttosto ingenti, colpendo soprattutto gli alberi delle coltivazioni collinari, come quelle di Campiglia Marittima e Suvereto.
A essere stati attaccati dalla mosca sono stati in tanti. «In alcune zone c’è una percentuale di danni che va oltre il 50 per cento. Ma gli agricoltori che hanno attuato in tempo gli interventi per la difesa delle piante – assicura Paolo Granchi, responsabile agronomico di Terre dell’Etruria – avranno una buona produzione, in termini sia di qualità sia di quantità».
Non è tutto compromesso quindi. Anzi, per chi ha messo in atto gli interventi adeguati, afferma Granchi, si prospetta una discreta annata. «Noi di Terre dell’Etruria – dice – monitoriamo l’arrivo della mosca, che quest’anno è stato precoce. Abbiamo un servizio di sms per informare i nostri soci sulla necessità di intervenire. Chi lo fa in tempo riesce a salvaguardare le sue colture, chi, invece, agisce fuori tempo massimo purtroppo non ha risultati».
E una percentuale simile a quella della Val di Cornia, secondo Fedagri - Confcooperative Toscana, è applicabile, più o meno, a tutta la Toscana.
«Possiamo stimare una perdita intorno al 30 per cento della produzione d’olio per il 2016 – dice Enzo Rossi, presidente di Fedagri – Confcooperative Toscana - E oltre il 60 èer cento degli oliveti toscani è stato interessato dall’attacco della mosca. Se ci concentriamo sulla Val di Cornia e sulla sua produzione d’olio, devo dire che la situazione mi sembra complicata. A luglio – prosegue – c’è stato un attacco della mosca che ha colpito molte piante, soprattutto quelle degli agricoltori biologici. Non è quindi prevista una grande produzione. La situazione è resa più grave dalla carenza di pioggia che ha caratterizzato i mesi scorsi».
Fedagri prevede una produzione non troppo abbondante quindi, sia a causa della mosca, sia per la scarsità di acqua. Ma la siccità, d’altra parte, può aver anche contribuito a contenere i danni.
«“E’ vero che la siccità è un limite per la resa dell’olio – dice Granchi – perché l’oliva diventa secca, ma è vero anche che la rende meno aggredibile da parte della mosca».
Quello dell’insetto non è un problema nuovo per la Toscana, già due anni fa ha colpito duramente le aziende del territorio.
Quest’anno la sua presenza è dovuta anche alle temperature estive, che non sono state così calde da risultare letali per la mosca, la cui diffusione in Regione, dice Rossi, «è partita dalla collina e trova riscontro in particolare sulla costa, dove si registrano i danni maggiori. Ma – sottolinea Granchi – rispetto ad altre zone, sulla nostra costa sono stati fatti molti interventi opportuni e parecchi oliveti sono stati curati».
La mosca c’è stata anche in Val di Cornia insomma. Chi ha preso, in tempo, le misure adeguate per combatterla, può ancora puntare su una buona produzione, con «tempi di raccolta che possono anche anticiparsi»“, dice Granchi.
Chi, invece, ha subìto le conseguenze dell’arrivo dell’insetto può ancora tentare un ultimo trattamento delle piante, sottolinea Rossi, con dimetoato, che richiede un periodo di tempo di 28 giorni tra l’utilizzo e la successiva raccolta. Ma, essendo un insetticida, può essere usato solo da chi ha colture non biologiche.
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