Il dolore
Il sogno sfumato tra Doganaccia e Corno alle Scale
CUTIGLIANO. Franco Lazzi se n’è andato senza veder realizzato, e nemmeno avviato, uno dei suoi grandi sogni. Quello di contribuire a dar vita ad un unico grande comprensorio sciistico sull'Appennino...
CUTIGLIANO. Franco Lazzi se n’è andato senza veder realizzato, e nemmeno avviato, uno dei suoi grandi sogni. Quello di contribuire a dar vita ad un unico grande comprensorio sciistico sull'Appennino tosco-emiliano. Ma non tra Abetone e il versante modenese, bensì tra Cutigliano e il crinale bolognese, ossia tra la Doganaccia e il Corno alle Scale.
Il progetto acquistò un certo vigore e mosse i primi passi concreti nel 2001. Con la “benedizione” dell’allora vice presidente della Provincia di Pistoia Giovanni Romiti, fu anche individuato uno strumento capace di disegnare e, successivamente, concretizzare il nuovo e rivoluzionario scenario: una società mista pubblico-privata. Alla sua costituzione imprenditori e amministratori cominciarono a lavorare seriamente, ma poi, dopo alcuni mesi, ci fu subito un rallentamento. Per la parte privata c'era appunto la disponibilità della famiglia Lazzi, con parecchi interessi “turistici” nella zona (in quegli anni riscuotevano successo l'agriturismo Andia Paradiso e la riserva faunistica), e quella della “Doganaccia srl”, ovvero la famiglia Ceccarelli. Per quanto riguarda gli enti pubblici, nella società sarebbero dovuti entrare la Comunità montana Appennino pistoiese, il Comune di Cutigliano e quello di San Marcello.
L'ambizioso obiettivo per il quale la società era pronta a nascere era uno solo: realizzare un collegamento tra gli impianti invernali della Doganaccia e quelli del Corno alle Scale. Ovviamente, il punto di partenza del percorso doveva essere la costruzione di una nuova funivia tra Cutigliano e la stessa Doganaccia, prevedendo addirittura il prolungamento dell'impianto esistente fino a Casotti, lungo la statale 12.
Al potenziamento dell'attività sciistica si sarebbe dovuto poi abbinare un corposo programma di sviluppo turistico dell'intera area. E qui avrebbe voluto entrare in scena Franco Lazzi insieme al fratello Luciano.
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