Gioco
Caso Bonino: attesa per le motivazioni della Cassazione
Gli avvocati spiegano alle famiglie dei pazienti cosa succede L’infermiera resta sospesa, per lei solo un assegno alimentare
PIOMBINO. C’è grande attesa per le motivazioni della Cassazione, che potrebbero far spostare di nuovo l’equilibrio nell’inchiesta sulle morti sospette a Villamarina. Un’inchiesta complicata, dove non sono mancati gli errori e le imprecisioni, ed è anche su queste che potrebbero far leva i giudici della Suprema corte spiegando i motivi della loro decisione. Pur essendo in teoria possibile, sembra invece assai improbabile che l’infermiera Fausta Bonino, l’unica indagata per la morte di 14 pazienti in Rianimazione, torni in carcere. Lei stessa lo esclude, il suo avvocato pure, la Procura non commenta. La decisione della Cassazione in ogni caso frena quella che, agli occhi della difesa, poteva sembrare una discesa trionfale verso un’assoluzione se non addirittura verso un proscioglimento.
La Corte di Cassazione infatti ha accolto la richiesta della Procura di Livorno annullando l’ordinanza del Tribunale del riesame di Firenze, con cui l’infermiera fu scarcerata dopo tre settimane. Bonino, lo ricordiamo, fu arrestata il 30 marzo e accusata di aver ucciso quei pazienti con massicce dosi di eparina, un anticoagulante. Dal momento della scarcerazione, grazie proprio alla prima ordinanza del Riesame che aveva demolito il castello accusatorio di Nas e procura, Bonino e il suo avvocato avevano avviato una robusta controffensiva a colpi di interviste sulle principali tv nazionali. La Cassazione ora ha detto che quell’ordinanza non andava bene e che un nuovo collegio fiorentino dovrà riesaminare tutto. A giorni tra l’altro verranno riesumate otto delle 14 salme per ulteriori accertamenti.
La prossima settimana, o quella successiva, dovrebbero arrivare dunque le motivazioni della Cassazione. Intanto c’è fermento anche tra le famiglie delle presunte vittime che si erano rivolte agli avvocati. Lo conferma anche l’avvocato Roberto Napoleoni, che segue gran parte di queste famiglie: «Stiamo spiegando loro cosa stia succedendo - dice l’avvocato - perché non è semplice per chi non è dell’ambiente. Spieghiamo che Bonino non è stata mai condannata né assolta, era ed è solo indagata».
Intanto l’infermiera resta a casa, sospesa dal lavoro. La sospensione decisa dall’Asl non è mai stata revocata. La donna non percepisce più lo stipendio intero ma solo l’assegno alimentare previsto dal contratto collettivo nazionale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
