Il Tirreno

«I 90 milioni di Rebrab non bastano»

di Guido Fiorini
«I 90 milioni di Rebrab non bastano»

Il viceministro Bellanova parla chiaro: pronti a nuovo intervento sulle banche, ma servono altre risorse dall’algerino

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PIOMBINO. Il Governo è pronto a un nuovo intervento sulle banche. Ma i 90 milioni che Rebrab ha messo nel progetto non sono sufficienti. Servono nuove risorse, per non perdere altro tempo prezioso. L’ha detto con grande chiarezza, lunedì sera al Phalesia, il viceministro Teresa Bellanova, invitata dal Pd al convegno “Se vince Piombino, vince l’Italia”. Sono intervenuti Stefano Ferrari, responsabile ufficio studi Siderweb, su “Le prospettive dell'acciaio e le opportunità per Piombino”, il il sindaco di Piombino Massimo Giuliani su “La città e l'industria in cambiamento” e il sottosegretario Silvia Velo su “Bonifiche: occasione per la reindustrializzazione”. Sono intervenuti anche un rappresentante di Fim, Fiom e Uilm, Fausto Azzi (Ad Aferpi) e Giovanni Carpino (direttore Arcelor Mittal).

Intanto è di ieri la notizia che Aferpi sta inserendo in azienda un grande esperto di siderurgia. Si tratta dell’ingegner Mauro Donnini, di Terni, ex ThyssenKrupp Acciai Speciali. A lui sarà affidato il compito di seguire lo sviluppo dei nuovi impianti piombinesi.

«Il titolo “Se vince Piombino vince l’Italia” - ha detto il viceministro - mi era sembrato all’inizio un po’ forzato. Ma, a pensarci bene, questa battaglia può diventare una battaglia nazionale. Sono convinta che per tutta l’Italia sia importante questo insediamento, ambientalmente sostenibile, di produzione dell’acciaio. Adesso l’imperativo è produrre lavoro e, per questo, l’industria manifatturiera è decisiva, gli altri settori sono di complemento».

Ma i problemi, per l’acciaio, arrivano dal mercato globale: «Non c’è dubbio che paghiamo un “dumping” nei confronti soprattutto della Cina, dove si produce con minor rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Sono stata al G20 e come Governo stiamo portando avanti una battaglia per la reciprocità delle condizioni di produzione e dei diritti delle persone».

Al netto di questo, il Governo ha sostenuto e sostiene il progetto Aferpi. Presto, anche tramite la Sace (controllata da Cassa depositi e prestiti) sarà fatto un nuovo intervento sulle banche. «Spero che già prima dell’incontro di lunedì 26 avremo le prime risposte. Ma io sono una che ama parlare chiaro: i 90 milioni che Cevital ha messo nel progetto sono un bel segnale, ma non sono sufficienti. Rebrab deve fare uno sforzo ulteriore per non rischiare rallentamenti ulteriori di un progetto che ha un peso se parte in tempi brevi, ne ha un altro se slitta ancora».

La Bellanova ha poi parlato dei lavoratori e degli ammortizzatori sociali: «Entro novembre Aferpi deve riassumere i 719 lavoratori ex Lucchini, questo non è rinviabile. Da parte del Governo c’è la copertura sia per la Cassa integrazione che per la solidarietà e credo che a breve capiremo quale strumento sarà possibile utlizzare. Certo è che il Governo è vicino a Piombino. La firma dell’Accordo di programma è per noi un assillo».

Fausto Azzi ha sottolineato, invece, che pur fra molte difficoltà il progetto va avanti. E che il nodo finanziario è quello chiave. «Il percorso che stiamo portando avanti con le banche sta dando i primi risultati. Contiamo di avere i finanziamenti necessari entro la fine dell’anno. Ancora non abbiamo un flusso idoneo di circolante, che non ci consente di produrre quanto vorremmo, ma non è il caso di fare allarmismi. Sugli ammortizzatori siamo convinti che la solidarietà sia la soluzione più equa, ma anche per questa servono risorse finanziarie».

Buona la partecipazione di lavoratori e imprenditori, tanti i cittadini “comuni” al Phalesia: «Questo incontro, insieme a quello alla festa - commenta il segretario Pd, Valerio Fabiani - ci hanno dato grandi soddisfazioni. E ringrazio il viceministro Bellanova per la sua grande disponibilità a tornare, dopo che era saltata la sua presenza alla prima occasione. È l’ennesima dimostrazione dell’attenzione del Governo a Piombino».

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