Italia
Turismo, ora è indispensabile una regia
Operatori e amministratori d’accordo sulla necessità di potenziare la programmazione e superare i campanilismi
PIOMBINO. C’è il mare in Val di Cornia. Ma non solo, ci sono borghi, piazze, strade. Ci sono parchi e musei, ma anche bar e locali, spazi fieristici ed espositivi, cibo e vino di alta qualità. E, nel corso dell’estate, c’è stato un mosaico di eventi distribuito in tutti i Comuni del territorio. A Campiglia, ad esempio, è andato in scena, come ogni anno, “Apritiborgo”, che ha portato in paese 20 mila persone. Ma anche “Calici di stelle”, che ha inondato di giovani e famiglie le strade di Campiglia e Suvereto. “Hottanta”, invece, ha trasformato in una discoteca l’area fieristica di Venturina. E poi i Campionati Europei Juniores di nuoto hanno dato lustro a Piombino. E abbiamo citato solo alcuni dei numerosi eventi che hanno caratterizzato l’estate della costa. Organizzate da Comuni, privati, Pro Loco e associazioni, tutte queste manifestazioni sono state in grado di aprire le porte dei vari paesi a un buon numero di persone, evidenziando, ancora una volta, il potenziale turistico della Val di Cornia. E sul turismo sono tutti d’accordo: è una risorsa fondamentale. Di più, dopo la crisi della siderurgia è ciò su cui deve fondarsi l’economia del futuro, tenendo conto che la nostra terra ha molto da offrire. Ma, d’altra parte, c’è ancora parecchio da fare. Coordinamento e superamento dei campanilismi, sviluppo di una cultura dell’ospitalità, preparazione e professionalità degli operatori. Ecco alcuni degli ingredienti indispensabili al settore secondo chi, per un motivo o per un altro, lavora nel turismo.
«Il turismo è la risorsa. – dice Francesco Ghizzani Marcìa, presidente Parchi Val di Cornia -. Quello che serve è un coordinamento tra le varie realtà, che abbracci anche gli eventi estivi. L’approccio della Parchi è proprio quello di una gestione di questo tipo. In buona parte questo ruolo ce lo siamo riservato, anche tramite la stesura del calendario degli eventi, che abbiamo stilato cercando di evitare sovrapposizioni. Le logiche del campanilismo devono essere superate, non funzionano». Più coordinamento e meno campanilismo quindi. Concetti questi, su cui è d’accordo anche Fabrizio Lotti, presidente regionale Fiba, Federazione Italiana Imprese Balneari .
«Lo scenario degli eventi è fondamentale, perché fa conoscere il territorio – dice -. Ma sussiste il campanilismo e questo, se da una parte genera una giusta competitività, dall’altra disorienta il turista. Le imprese, i Comuni e le associazioni dovrebbero trovare un accordo di collaborazione. Del turismo, poi, dovrebbero occuparsi operatori professionisti, perché è una vera e propria industria e, come tale, richiede delle professionalità specifiche».
Sull’idea del dialogo tra più realtà Bruno Paffi, vice presidente Federalberghi San Vincenzo, sottolinea la disponibilità degli albergatori. «La prospettiva di un coordinamento è indispensabile – dice - e da parte nostra c’è la massima disponibilità. Abbiamo già iniziato a prendere contatti con i Comuni a questo scopo». Sul ruolo delle amministrazioni, uno degli assessori al turismo dei Comuni della Val di Cornia, Jacopo Bertocchi, Campiglia, sottolinea che «ogni Comune ha una sua impronta per il turismo e questo è un limite al costruire qualcosa insieme. Ma il percorso politico va verso una non frammentazione territoriale, servono progetti condivisi anche con le categorie che fanno turismo. Noi, da parte nostra, stiamo cercando di creare una formazione turistica, finanziata anche da privati, per istituire corsi di lingua e arte». Dialogo e unione però, secondo Antonio Baronti, sono mancati sul territorio, almeno quest’anno. Il presidente Confesercenti Piombino e vicepresidente Confesercenti Provinciale Livorno dice che non c’è stata una politica comune. «Ogni amministrazione – sottolinea - si è mossa in maniera autonoma per quanto riguarda gli eventi. Spesso i successi riscossi sono più il frutto dell'intraprendenza dei singoli o di reti private che non della concertazione a livello territoriale. E’ necessario aprire un confronto sul ruolo che dovrà svolgere la Parchi, che era stata indicata come la capofila di una rete di imprese con il compito della promozione del territorio, rete che, ad oggi, sembra si sia arenata. L’industria del turismo – conclude Baronti - come ogni altro tipo di industria ha bisogno di programmazione e di strategie per poter avere successo».
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