Sicurezza
Lancisi racconta storie e leggende della Fiorentina
Martedì 20 alla pizzeria Tonino (ore 18,30) la presentazione del libro
PIOMBINO. Mario Lancisi, autore con Marcello Mancini di “La Fiorentina è molto più che una bistecca” (edizioni Giunti, 124 pagine, 10 euro) presenta il suo libro martedì 20 settembre alle 18,30 alla pizzeria Tonino in corso Vittorio Emanuele. Partecipa Aldo Agroppi, coordina Ado Grilli, supertifoso viola. Lancisi e Agroppi saranno intervistati da Cristiano Lozito.
Nel suo ultimo libro Lancisi (scrittore e giornalista, a lungo inviato del Tirreno) racconta la storia della squadra viola e di come essa sia intrecciata a quella di Firenze. Il libro arriva nel novantesimo anniversario della nascita della Fiorentina e nel sessantesimo del suo primo scudetto.
«A Firenze la squadra è un cemento che unisce una città abituata a litigi e divisioni. È la lingua comune che permette l’inclusione sociale e il sentimento comune di far parte di una comunità», sostengono gli autori.
Così scorrono le gesta sportive di Julinho, De Sisti, Antognoni, Baggio e Batistuta, con aneddoti e curiosità, ma anche le vicende fiorentine, da Giorgio La Pira a Matteo Renzi.
Il racconto di Lancisi e Mancini parte dal primo scudetto del 1955-56 seguito da quello del 1968-69 della “generazione ye-ye”, col presidente Nello Baglini, origini pisane, che impose una squadra molto giovane.
Non sfugge al fluire dei ricordi, con gli anni Settanta un po’ grigi, segnati solo dalla “Grande bellezza” rappresentata da Giancarlo Antognoni (nella foto durante la festa dei 90 anni viola), l’epoca dei Pontello, gli anni Ottanta, quelli del “meglio secondi che ladri”, quando la Fiorentina si giocò lo scudetto nel campionato 1981-82 fino all’ultima giornata.
A novanta minuti dalla fine le due squadre avevano lo stesso punteggio. La Juventus vinse a Catanzaro su rigore, la Fiorentina pareggiò 0-0 a Cagliari, ma le venne annullato inspiegabilmente un gol di Graziani dall’arbitro Mattei di Macerata».
Da qui il “meglio secondi che ladri”, con l’odio sportivo per i bianconeri cementato dalla clamorosa cessione di Baggio, nel maggio 1990, ai bianconeri.
A seguire il ciclone Cecchi Gori, anni che fanno sognare i fiorentini con Batistuta e Rui Costa ma che si chiuderanno nel 2002 col fallimento e Cecchi Gori junior in galera.
La storia riparte con i fratelli marchigiani Diego e Andrea Della Valle, da 14 anni (con diversi piazzamenti in Champions League) ancora al timone della Fiorentina.
Una storia viva, ma che sembra non accendere i tifosi: «Perché i fiorentini amano l’azzardo e l’eresia – scrivono Lancisi e Mancini – a costo poi di ritrovarsi in C2. E rimpiangono perfino l’irrazionale megalomania di Vittorio Cecchi Gori, che pure li ha trascinati nell’abisso».
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