Sicurezza
Buraccio, intervento contro gli odori
Vertice tra Esa e il comitato dei cittadini infuriati per le esalazioni fetide: il 26 settembre via ai lavori da un milione di euro
PORTO AZZURRO. Partirà il 26 settembre il radicale “restyling”, così lo ha definito Gabriella Solari presidente dell’Elbana servizi ambientali (Esa) dell’impianto di trattamento dei rifiuti del Buraccio, per abbattere i noti miasmi che fanno vivere centinaia gli abitanti della zona, ma anche della Valdana, Elba Magna, Doge, Carpisi e altre località, in un grave disagio.
L’intervento costerà all’azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti sull’Elba circa un milione di euro. La novità è emersa nel corso dell’incontro di venerdì scorso, convocato dal viceprefetto Giovanni Daveti, negli uffici di viale Elba. Un confronto fra i rappresentanti di Esa e il comitato di cittadini, guidato da Gianluigi Rossi, che protesta da tempo e chiede di eliminare i cattivi odori insopportabili.
«Inizierà una nuova era – ha detto Solari – dal 26 del mese partono i lavori di risanamento di tutto l’impianto, per eliminare i difetti strutturali e di manutenzione, che provocano le esalazioni. Entro i primi di novembre tutto sarà concluso e gli abitanti di quelle zone verificheranno che i fenomeni negativi saranno pressoché eliminati».
Nel confronto, oltre al viceprefetto Daveti, erano presenti gli ingegneri Balducci e Bresciani e quattro esponenti del comitato “I nasi del Buraccio”.
I problemi, è stato detto, si sono generati da una non corretta gestione della infrastruttura, che ha presentato ambienti non in grado di garantire una perfetta chiusura, utile proprio a non far uscire i cattivi odori, provenienti dall’indifferenziato, fatto da mille materiali che generano i cattivi odori. L’olezzo poi viaggia nell'aria, nelle acque stagnanti e sui camion che portano fuori isola i rifiuti.«Abbiamo risolto – ha detto Solari rivolta al comitato – d’ora in poi sulle navi Moby viaggeranno mezzi a chiusura ermetica e quindi non più maleodoranti. Puliremo a fondo la struttura anche con gettiti d'acqua a pressione. Vi renderemo partecipi. Una vostra delegazione potrà visitare il complesso prima e dopo i lavori che termineranno i primi di novembre e allora faremo visitare il sito anche alle scolaresche».
Gli ingegneri di Esa hanno ribadito che gran parte del problema sta negli edifici non efficaci. Gli ambienti saranno ristrutturati per evitare che, come avveniva nel passato, le chiusure siano inefficaci. «Attueremo anche un sistema di aspirazione degli odori nuovo – ha detto l’ingegner Balducci – e saranno messi dei biofiltri che abbattano gli odori. Occorrerà poi una costante manutenzione ambientale. Un impegno da un milione di euro».
«L'impianto non dovrebbe neanche esistere – ha sentenziato l’ingegner Bresciani – perché ci viene fatto giungere l'indifferenziato, quando invece il materiale dovrebbe arrivare già separato dalla raccolta differenziata».
Il viceprefetto Daveti ha concluso, spiegando come i Comuni isolani dovranno farsi carico della problematica: la gestione del Buraccio dovrà garantire il controllo costante della situazione, per evitare che si rinnovino i cattivi odori. Soddisfazione nel comitato per l'azione di Esa e l'interessamento della vice Prefettura.
«Continueremo ad essere vigili – ha detto Rossi – Vogliamo tornare alla normalità con un corretto funzionamento dell'impianto».
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