Il Tirreno

Personale all’osso in ospedale, Fials protesta

Il sindacato: «A Portoferraio verranno a mancare 12 infermieri e 2 operatori, interinali in scadenza»

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PORTOFERRAIO. «Una situazione al collasso. È a rischio l'erogazione dei livelli assistenziali richiesti dalla legge per il rispetto dei diritti dei cittadini e dei lavoratori».

A lanciare l’allarme per le carenze di organico in provincia e in particolare nel presidio ospedaliero elbano è il sindacato autonomo Fials.

«Nell'ospedale elbano – attaccano dal sindacato – verranno a mancare 12 infermieri e almeno 2 operatori socio sanitari con ricadute negative in termini di assistenza, si tratta di posti di lavoro che vanno ricoperti stabilmente invece per l’azienda sono necessari solo per 60 giorni all’anno in estate. Si tratta invece di posti lavoro indispensabili per fare funzionare i servizi che l’azienda ha coperto utilizzando contratti di lavoro interinali adesso a scadenza».

Il Fials ha contestato l'uso di tale strumento per coprire i posti in organico «sia perché il lavoro interinale ha comportato un aumento del costo di oltre il 21% – dicono dal Fials – sia perché non garantisce stabilità ai servizi ed incentiva il precariato. Per gli infermieri e oss della medicina continueranno le situazioni di rischio lavorativo nella necessità di gestire oltre alla degenza ordinaria anche i pazienti psichiatrici in situazione di promiscuità e i pazienti in subintensiva».

Il giudizio del sindacato autonomo riguardo all’operato della politica è molto duro. «Buona parte di coloro che si sono occupati di sanità nelle istituzioni, nelle forze politiche hanno fatto un gran parlare che all'Elba ci vuole un pronto soccorso al massimo dell'efficienza per stabilizzare il paziente che poi avrà bisogno di interventi specifici accentrati sulla terraferma – spiegano dal Fials – ma come pensano di realizzarlo senza potenziare il personale e le attrezzature? Il progetto della camera iperbarica che ne garantiva il funzionamento nell'arco delle 24 ore scade il 30 settembre, possibile che l'azienda non abbia ancora pensato a come erogare il servizio tutto l'anno? Le attività territoriali invece di essere potenziate sono ridotte ulteriormente per pensionamenti. Non è stata portata a termine nessuna politica per incentivare la permanenza del personale nell'isola dal problema abitativo al disagio per chi ha la famiglia lontano».

Secondo il sindacato autonomo Fials l'azienda continuerà a sopperire in parte alle carenze di organico utilizzando oltre limite lo straordinario, variando continuamente il turno di lavoro con il salto del riposo. «Per il Fials occorre un piano assunzioni straordinario e per questo abbiamo deciso azioni di protesta verso tutti i soggetti istituzionali che hanno assunto posizioni di sostegno alla vertenza sindacale ma che poi sembrano voler evitare situazioni di conflitto con l'Asl – spiegano dal sindacato autonomo – Il Fials attiverà, inoltre, in questi giorni iniziative di protesta e di lotta contro la direzione della Asl Toscana Nord Ovest».

La conseguenza più diretta per l'utente della carenza di personale è, secondo il sindacato Fials, la riduzione dei tempi di assistenza, il peggioramento del comfort, il prolungamento delle liste di attesa. «Per questo troviamo ancora più vergognosa la proposta dell'assessore regionale alla salute di voler colpevolizzare il degente consegnando al momento della dimissione “il conto” di quanto è costato alla collettività il suo ricovero. Dovrebbe avere il coraggio l'assessore di dire se nel conto si sommano anche gli sprechi per servizi che invece di essere gestiti direttamente sono dati in appalto come ad esempio la sterilizzazione dei ferri chirurgici, il costo delle utenze, delle pulizie, della mensa. L'assessore si dovrebbe preoccupare del livello di assistenza che viene erogato al cittadino fissando uno standard base qualitativamente sufficiente ai suoi bisogni e prevederne il rispetto».

Il sindacato Fials ha in più occasioni rappresentato la necessità di adeguare il piano assunzioni nella ex Asl 6 per fare fronte ai bisogni sanitari di un bacino di utenza di oltre 350.000 abitanti, di quattro ospedali e un territorio insulare. La gravità della situazione è stata rappresentata ai componenti della 3° commissione regionale, al presidente della conferenza dei sindaci Lippi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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